Giulia, la musa indimenticabile di “Dedicato a Te”, uno dei brani più iconici scritti da Francesco Sarcina per Le Vibrazioni, diventa ora la protagonista di un musical: “Immensamente Giulia”, prodotto da Heart e in scena dal 14 marzo 2026 al Teatro Nazionale di Milano.

L’opera è un rock musical ambientato nella Milano degli anni ’90, una città carica di fermento artistico e culturale. È qui che Francesco e Giulia, giovanissimi, si incontrano per la prima volta, dando vita a una storia d’amore intensa che segnerà per sempre la vita del musicista.

Al centro della narrazione c’è proprio Giulia, figura luminosa e guida spirituale nel percorso di crescita interiore di Francesco. A lei è dedicato il celebre singolo che ha fatto innamorare milioni di ascoltatori e che ora diventa il cuore pulsante di una storia che unisce realtà e finzione.

Il soggetto del musical nasce infatti da fatti realmente accaduti, seppur in parte romanzati. “È una storia nata dalla mia vita, trasformata in musica e che adesso restituisco a un pubblico di diverse generazioni”, racconta Sarcina. “Sul palco ci sarà il mio mondo, quello in cui ho vissuto. Lo spettacolo si chiude con la canzone che ha dato origine a tutto, scritta dopo la perdita di Giulia. Questa volta, a lei dedico non solo una canzone, ma un’intera opera.”

Il cast vede la partecipazione speciale di Germano Lanzoni e di Gianluca Di Lauro, attore e membro delle Nina’s Drag Queens, unico ensemble teatrale en travesti in Italia. Il ruolo di Francesco è affidato a Isacco Venturini, affiancato dal co-protagonista Anselmo Luisi, batterista, polistrumentista, performer e attore. Giulia è interpretata da Anna Volpato.

Sul palco una band live composta da giovani musicisti selezionati tramite audizioni eseguirà ventotto brani originali scritti dallo stesso Sarcina, che apparirà anche in un cameo finale, momento simbolico e intenso che suggella il legame tra la sua vita e la sua arte.

Non mancheranno, naturalmente, due capisaldi della sua carriera: “Dedicato a Te” e “In una notte d’estate”, accolte come veri e propri abbracci per il pubblico di ogni generazione.

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