Cesare Cremonini riparte da Londra con “Amateur”, il nuovo album che segna una svolta rock dopo 27 anni di carriera. La presentazione si è svolta all’O2 Shepherd’s Bush Empire, storico palco della capitale britannica che ha ospitato artisti del calibro di David Bowie, Rolling Stones e Who. A 46 anni, il cantautore bolognese sente il bisogno di rimettersi in gioco e di esplorare nuove strade musicali, lasciandosi alle spalle le formule che lo hanno accompagnato nel corso del tempo.Registrato in parte nel celebre Studio 13 di Damon Albarn e in parte a Bologna, “Amateur” nasce dal desiderio di recuperare una dimensione musicale più istintiva e libera dai condizionamenti del mercato. Londra, dove Cremonini si sente lontano dalle aspettative legate alla propria notorietà, è diventata il luogo ideale per sperimentare e dare forma a un progetto che mette al centro il suono, gli strumenti e l’autenticità. L’artista rivendica inoltre la propria distanza dall’omologazione dell’intelligenza artificiale e dalla dipendenza dagli algoritmi, convinto che la musica debba essere una porta aperta verso nuove esperienze, non uno specchio nel quale riflettersi continuamente.Nel nuovo album c’è anche una riflessione sul percorso compiuto, dai successi dei Lunapop alla carriera solista, fino ai grandi concerti negli stadi. Cremonini non rinnega il passato, ma preferisce considerarlo un insieme di esperienze, errori e cambiamenti che lo hanno portato a essere l’artista di oggi. La volontà è quella di superare le etichette e di accettare anche il rischio di un possibile insuccesso, nella consapevolezza che un disco così distante dalle aspettative commerciali potrebbe non essere compreso immediatamente dal pubblico.
La serata londinese ha comunque restituito un’accoglienza calorosa durante l’ascolto in anteprima degli undici brani. Sul palco, accanto a Cremonini, sono saliti anche Salmo, che ha interpretato la title track “Amateur”, e Fabri Fibra, protagonista di un intervento nella parte strumentale di “Paparazzi”. Particolarmente significativo il duetto con Malika Ayane in “Cose molto piccole”, che ha riportato i due artisti a collaborare sedici anni dopo la precedente esperienza musicale condivisa.Tra i brani più intensi figura “Disturbo mentale”, dedicato al tema della sofferenza psichica e accompagnato dalla presenza di Sig, un misterioso personaggio dal teschio dorato che rappresenta una sorta di alter ego virtuale del cantante. Sul piano musicale, il disco punta su chitarre distorte, basso, batteria e sassofono, con sonorità che richiamano il rock alternativo britannico. A impreziosire il progetto è Donny McCaslin, sassofonista già al fianco di David Bowie nell’album “Blackstar”, che ha partecipato anche al concerto londinese. Alla registrazione hanno contribuito inoltre musicisti internazionali come Malcolm Catto, Paul Stacey e Tim Lefebvre. La produzione è firmata da Cremonini insieme ad Alessandro Magagnini e Alessandro De Crescenzo, mentre Morgan ha collaborato alla coproduzione di “Il giardino dei sassofoni”. A chiudere il disco è “Athena”, una ballata arricchita dall’assolo jazz di McCaslin.
Il nuovo capitolo artistico sarà accompagnato dal ritorno di Cremonini nei palasport italiani, con sedici concerti in programma dal 24 novembre al 21 dicembre tra Ancona, Bologna, Torino e Milano, sette dei quali già esauriti al momento dell’annuncio. Il percorso che ha portato alla realizzazione dell’album sarà raccontato anche nel documentario “Cremonini – Amateur Forever”, diretto da Pepsy Romanoff e in arrivo in esclusiva su Sky e in streaming su NOW. Nonostante i successi raggiunti, il cantautore guarda al futuro con la curiosità di chi sente di avere ancora molto da imparare. Il suo obiettivo, come ha raccontato a Londra, è continuare a essere uno studente della musica, lasciandosi guidare dalle passioni e dalla voglia di scoprire nuove possibilità espressive.

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