Non ha mai conquistato il primo posto al Festival, ma le sue canzoni sono diventate hit che hanno attraversato generazioni. Raf torna in gara a Sanremo dopo undici anni con Ora e per sempre, una ballad autobiografica e romantica scritta insieme al figlio Samuele Riefoli.

È la sua quinta partecipazione tra i Big, un nuovo capitolo in una carriera che dura da oltre quarant’anni. Il brano nasce quasi per caso, da uno spunto melodico del figlio: «Mi sono seduto al pianoforte con lui e abbiamo costruito la parte musicale», racconta. Inizialmente accantonato, il pezzo è riemerso mentre lavorava al nuovo album di inediti in uscita in autunno.

A ispirare il testo è stato un ricordo personale. In un vecchio quaderno ingiallito Raf ha ritrovato la promessa di matrimonio scritta nel 1996 per le nozze con Gabriella Labate a Campo Florido, vicino all’Avana. La formula tradizionale “finché morte non ci separi” gli era sempre sembrata troppo cupa: la cambiò a matita in “ahora y para siempre”, ora e per sempre. Da lì è nato il titolo della canzone.

Il brano racconta una storia d’amore iniziata alla fine degli anni ’80, capace di resistere mentre il mondo “urla e stride” e diventa sempre più complesso. C’è spazio anche per una riflessione sul presente, sull’ansia provocata dalla scarsa empatia dei potenti verso popoli sopraffatti e privati delle libertà fondamentali. Eppure, come nella migliore tradizione pop, il finale è luminoso: quando il sole sorgerà, i due protagonisti saranno ancora insieme.

Il rapporto con il Festival della Canzone Italiana non è mai stato semplice. Raf vi ha partecipato nel 1988 con Inevitabile follia, nel 1989 con Cosa resterà degli anni ’80, nel 1991 con Oggi un Dio non ho e nel 2015 con Come una favola. Eppure, se le classifiche sanremesi non lo hanno premiato, il pubblico sì. Molti di quei brani sono diventati successi duraturi.

«La competizione pura non mi appassiona», ammette, ricordando quando Sanremo sembrava più un talent show che un palco per le canzoni. Oggi, però, riconosce che resta una vetrina unica in Italia.

Nella serata delle cover proporrà The Riddle di Nik Kershaw insieme ai The Kolors, mescolando l’andatura originale a un ritmo più contemporaneo, senza snaturarne l’anima pop.

Quanto all’eventuale approdo all’Eurovision Song Contest, la risposta è netta: «È un baraccone, spesso kitsch, dove la musica passa in secondo piano. No, grazie». Un giudizio che segna la distanza tra il suo modo di intendere la canzone e lo spettacolo globale.

Dopo Sanremo, Raf tornerà in studio per completare il nuovo album e in estate sarà live in tutta Italia con il tour Infinito – Estate 2026, a 25 anni dall’uscita di uno dei suoi brani manifesto. In autunno arriveranno anche i palasport.

Non ha mai vinto il Festival, è vero. Ma le sue canzoni, quelle sì, hanno già vinto nel tempo.

Di admin

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