
La grande lirica torna protagonista in televisione con Falstaff, l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi, nella nuova produzione dell’Opera di Roma. Domenica 1° novembre, dalle 20.40, Rai Cultura trasmetterà in diretta e in mondovisione su Rai 3 la recita conclusiva dal Teatro Costanzi, con Michele Mariotti sul podio. Ad accompagnare i telespettatori saranno Cristiana Capotondi e Maurizio Lastrico, mentre la regia televisiva sarà firmata da Fabrizio Guttuso Alaimo.
Lo spettacolo porta la firma della regista tedesca Tatjana Gürbaca, al debutto in Italia dopo le esperienze nei maggiori teatri europei. A interpretare Sir John Falstaff sarà il baritono Luca Salsi, affiancato da Maria Agresta nei panni di Alice Ford, George Petean come Ford e Violeta Urmana nel ruolo di Mrs. Quickly. Completano il cast Marina Monzó, Dave Monaco e Carmen Artaza, rispettivamente Nannetta, Fenton e Mrs. Meg Page. Il coro è preparato da Ciro Visco, con scene di Henrik Ahr, costumi di Silke Willrett e luci di Stefan Bolliger.
La serata, patrocinata dai ministeri della Cultura e del Turismo, consolida la collaborazione tra Rai Cultura e il teatro romano. Un percorso avviato lo scorso anno con Tosca, seguita in prima serata da quasi 600mila persone, e destinato a proseguire: dal 2027 il 1° novembre diventerà la data inaugurale delle stagioni dell’Opera di Roma. Il primo appuntamento sarà con La clemenza di Tito di Mozart, seguito nel 2028 dal Don Carlos di Verdi nella versione francese in cinque atti, sempre con Mariotti alla direzione.
Per il direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi, la televisione offre alla musica l’opportunità di incontrare un pubblico più ampio, raggiungendo anche chi non frequenta abitualmente i teatri. Un obiettivo condiviso dal sovrintendente Francesco Giambrone, che ricorda il successo delle recite di Falstaff, capaci di richiamare oltre diecimila spettatori, e sottolinea come l’appuntamento televisivo possa avvicinare il palcoscenico alla vita delle persone.
Mariotti descrive l’opera come un laboratorio teatrale perfetto, particolarmente adatto anche al piccolo schermo. Nella commedia verdiana il sorriso si accompagna al disincanto, mentre l’orchestra affronta una partitura che richiede precisione, brillantezza e fantasia timbrica. Proprio l’intreccio tra musica e azione scenica rende Falstaff un lavoro capace di guardare al Novecento e di parlare ancora al pubblico contemporaneo.
