Per anni l’idea di un ritorno dei Rush senza Neil Peart è sembrata quasi impossibile. Dopo la morte del leggendario batterista nel 2020, molti fan avevano dato per conclusa definitivamente la storia della band. Anche per Geddy Lee e Alex Lifeson l’idea di tornare sul palco sembrava lontana, almeno nei primi anni dopo la scomparsa del loro compagno di viaggio.

Geddy Lee racconta che non c’è stato un momento preciso in cui tutto è cambiato. Piuttosto, si è trattato di un processo lento e graduale, maturato nel tempo. Nei primi periodi dopo la morte di Peart, pensare a un ritorno dei Rush era davvero l’ultima cosa nella mente dei due musicisti. La band aveva condiviso una storia lunga e intensa, e immaginare di continuare senza uno dei suoi membri fondamentali appariva quasi inconcepibile.

Un primo segnale di cambiamento è arrivato nel 2022, quando Lee e Lifeson hanno partecipato ai concerti tributo dedicati a Taylor Hawkins. In quelle occasioni i due musicisti si sono ritrovati a suonare brani dei Rush insieme a diversi batteristi ospiti. È stata un’esperienza emotivamente intensa, ma anche sorprendentemente positiva.

Sul palco, affrontando una musica complessa e molto particolare, hanno scoperto quanto fosse possibile reinterpretare quei brani con sensibilità diverse. Le canzoni dei Rush sono ricche di dettagli ritmici e soluzioni originali, e adattarle a nuovi musicisti non è stato semplice. Tuttavia, proprio quella sfida ha riacceso qualcosa.

Per Lee, in particolare, è tornato un forte senso di orgoglio. Vedere altri musicisti celebrare e amare la musica della band – e il modo unico di suonare di Neil Peart – ha trasformato quei concerti, nati in un clima di lutto, in una vera celebrazione della loro storia.

Alex Lifeson aggiunge che la voglia di continuare a suonare non era mai scomparsa del tutto. Quando Peart aveva deciso di smettere di andare in tour, dopo il celebre R40 Live Tour, lui e Lee non condividevano completamente quella scelta. Sentivano ancora energia e desiderio di stare sul palco, soprattutto dopo una tournée di cui erano molto orgogliosi.

Nonostante questo, avevano rispettato la decisione del batterista e accettato di fermarsi, anche se con un certo rammarico. In fondo speravano che le cose potessero cambiare, ma la malattia di Peart ha poi segnato definitivamente la fine di quell’epoca.

Molti anni dopo, però, ritrovarsi a suonare insieme durante il tributo a Hawkins ha riportato alla luce il legame profondo tra i due musicisti. Un’amicizia nata quando erano ragazzi e cresciuta attraverso decenni di musica, tour e vita condivisa.

All’inizio, comunque, Lifeson non era convinto di voler intraprendere di nuovo un impegno grande come un ritorno dei Rush. Era impegnato in altri progetti musicali e non sentiva ancora il bisogno di rimettere in moto una macchina così complessa.

La svolta è arrivata verso la fine del 2024, quando lui e Geddy Lee si sono ritrovati per discutere di alcuni progetti che prevedevano di suonare nuovamente brani dei Rush. Durante quelle conversazioni è emersa, quasi naturalmente, la possibilità di fare qualcosa di più.

Da quel momento l’idea di tornare a suonare insieme ha iniziato a prendere forma. Non come una semplice operazione nostalgica, ma come un modo per celebrare una storia musicale unica e mantenere vivo lo spirito della band che hanno costruito insieme per tutta la vita.

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