
Ottant’anni e non sentirli. Riccardo Cocciante celebra un traguardo importante con lo stesso slancio emotivo che ha sempre contraddistinto la sua carriera, dimostrando che l’anagrafe è solo un dettaglio quando la passione resta intatta. Nato nel 1946 a Saigon, oggi Ho Chi Minh City, da madre francese e padre italiano, e cresciuto artisticamente a Roma, Cocciante ha fatto della contaminazione culturale la sua cifra stilistica, costruendo un percorso unico nel panorama europeo.
L’esordio negli anni Settanta lo impose subito all’attenzione del grande pubblico grazie a brani intensi e controcorrente come Bella senz’anima e Margherita, diventati nel tempo autentici classici della canzone italiana. Con oltre quarant’anni di carriera e più di 40 album pubblicati, ha attraversato epoche e generazioni restando sempre fedele a se stesso: melodie potenti, testi viscerali, interpretazioni cariche di pathos.
Nel 1991 conquistò il palco del Festival di Sanremo con Se stiamo insieme, sua prima e unica partecipazione in gara, suggellando un percorso già ricco di successi. Ma ridurre la sua storia a una sequenza di hit sarebbe limitante. Cocciante è un artista capace di rinnovarsi, di esplorare linguaggi diversi e di cantare in italiano, francese e spagnolo, mantenendo sempre intatta la propria identità.
A raccontare la sua vita arriva anche il docufilm di Stefano Salvati, Il mio nome è Riccardo Cocciante, nelle sale dal 20 al 23 febbraio, poi in prima serata su Rai 1 il 4 marzo e disponibile su RaiPlay dal giorno successivo. Un viaggio che ripercorre le sue origini in Vietnam, l’affermazione internazionale e i progetti più recenti.
E i progetti non mancano. Dal 20 febbraio, giorno del suo compleanno, esce il nuovo singolo Ho vent’anni con te, che anticipa l’album omonimo atteso il 13 marzo, a vent’anni di distanza dall’ultima pubblicazione. Un titolo che è quasi una dichiarazione poetica: la giovinezza come stato dell’anima, come energia creativa che non si spegne.
In estate Cocciante tornerà dal vivo in alcune delle cornici più suggestive d’Italia, da Piazza San Marco allo Sferisterio di Macerata, fino all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei. E intanto continua il successo di Notre Dame de Paris, che torna in scena a 25 anni dal debutto, confermando la forza senza tempo di un’opera capace di emozionare intere generazioni.
Ottant’anni sulla carta, molti meno nello spirito. Perché Riccardo Cocciante non celebra un traguardo, ma un nuovo inizio.
