A quattordici anni dalla scomparsa di Lucio Dalla e a quarant’anni dall’uscita di Caruso, Bologna torna a stringersi attorno al suo cantautore più visionario con la rassegna “E ricomincia il canto”. Un titolo che richiama un verso simbolico, tratto dall’album live DallAmeriCaruso, registrato nel 1986 a New York con gli Stadio, e che oggi diventa manifesto di un’eredità ancora viva.

La Fondazione Lucio Dalla ha presentato il programma sottolineando come il cuore dell’iniziativa sia la capacità dell’artista di parlare al presente. Non solo musica, ma televisione, formazione e impegno sociale: un mosaico di eventi che restituisce la complessità di un autore capace di fondere poesia e sperimentazione, spiritualità e ironia.

Centro delle celebrazioni è la quarta edizione di Ciao Rassegna Lucio Dalla, che intreccia racconto televisivo ed eventi dal vivo. Si parte con “Ci vediamo da Lucio”, condotto da Elenoire Casalegno e in onda il 3 marzo su Rai 2, dagli spazi della Casa di Lucio Dalla, luogo diventato simbolo della sua creatività e della sua intimità artistica.

Durante la trasmissione sarà assegnato il Ballerino Dalla ai vincitori 2026: Lucio Corsi, Eddie Brock, Francesco Frisari e Malika Ayane. Un riconoscimento speciale andrà a Pierdavide Carone e Rocco Hunt, mentre la Targa Nuovo Imaie sarà consegnata a Ricky Portera, storico chitarrista degli Stadio e amico di Dalla.

Il 4 marzo, giorno della nascita del cantautore, l’Arena del Sole ospiterà la serata-evento “Liberi”, ideata da Il Resto del Carlino, in dialogo con il mondo dell’informazione e della cultura. Il titolo richiama il brano contenuto nell’album Henna e suggerisce un confronto tra generazioni, nel segno della libertà creativa che Dalla ha sempre incarnato.

La rassegna non è solo commemorazione, ma rilancio. È il tentativo di tradurre in contemporaneità l’intuizione di un artista che ha saputo anticipare i tempi, raccontare le fragilità e le contraddizioni del suo Paese, dare voce agli ultimi senza mai perdere leggerezza.

“E ricomincia il canto” diventa così molto più di un omaggio: è un invito a continuare a cantare, a cercare nuove parole e nuove melodie. Perché l’eredità di Lucio Dalla non appartiene al passato, ma a ogni volta che una canzone riesce ancora a sorprenderci e a farci sentire, semplicemente, più liberi.

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