“Ci dobbiamo ricordare ogni giorno quanto siamo fortunati e, in tempi così difficili, non ragionare come una persona singola, ma come una comunità”. Con queste parole Achille Lauro ha presentato alla Biblioteca Braidense di Milano la Fondazione Madre, un progetto nato insieme ad Andrea Marchiori per offrire sostegno concreto ai giovani più fragili.

L’artista romano, all’anagrafe Lauro De Marinis, ha spiegato che l’iniziativa nasce da un’esigenza personale prima ancora che pubblica: restituire parte di quanto ricevuto e trasformare il successo in responsabilità sociale. La fondazione vuole essere un presidio stabile, non un gesto simbolico, capace di incidere nella vita quotidiana di chi vive situazioni di difficoltà economica e familiare.

Il primo progetto sarà una casa di accoglienza a Zagarolo, nei pressi di Roma, pensata per ospitare circa 25 ragazzi. Non solo un tetto, ma un luogo di crescita, ascolto e formazione, dove costruire percorsi di autonomia e inclusione. L’obiettivo è creare un modello replicabile, che possa essere esportato in altre città italiane.

Accanto alla casa famiglia prenderà forma “Ali tra le corsie”, un’iniziativa che porterà incontri e attività nei reparti pediatrici e nelle carceri minorili. Un modo per entrare nei luoghi della sofferenza e dell’isolamento, offrendo vicinanza e opportunità a chi rischia di sentirsi dimenticato.

Lauro ha sottolineato come il progetto sia frutto di un lavoro collettivo e di una rete di professionisti pronti a mettersi a disposizione. Non beneficenza occasionale, ma un impegno strutturato, con educatori e percorsi personalizzati.

L’artista spera di poter parlare di questa esperienza anche sul palco del Festival di Sanremo, nella seconda serata che lo vedrà co-conduttore insieme a Carlo Conti e Laura Pausini. Un’occasione per dare visibilità a un tema che va oltre la musica e lo spettacolo.

Con la “Fondazione Madre”, Achille Lauro sceglie di affiancare alla dimensione artistica quella civile, trasformando la propria voce in uno strumento di comunità. Un passo che segna una nuova fase del suo percorso, dove l’identità pubblica si intreccia con un impegno concreto verso chi ha meno opportunità.

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