A trent’anni esatti dall’inizio della loro storia, i Subsonica tornano con un nuovo disco. Si intitola “Terre Rare”, uscirà il 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy ed è molto più di un semplice nuovo capitolo discografico. È un punto di osservazione diverso, uno sguardo che si allarga e che prova a leggere il presente con la consapevolezza di chi ha attraversato epoche, mode e trasformazioni senza mai perdere identità.

Anticipato dai singoli Radio Mogadiscio e Il Tempo in me, l’album si presenta come un lavoro di viaggio, nel senso più ampio del termine. Un viaggio geografico, sonoro e simbolico, che porta i Subsonica ad aprirsi a nuove traiettorie, reali e immaginarie, spingendo il loro suono verso territori più organici rispetto al passato. Le “Terre Rare” raccontate dal gruppo sono fatte di strumenti raccolti lungo un percorso che li ha condotti sull’altra sponda del Mediterraneo, di ritmi e timbri che dialogano con l’elettronica senza mai esserne prigionieri.

Ma “Terre Rare” è anche un viaggio nel tempo, soprattutto nel tempo presente. Un presente complesso, segnato da ferite aperte, paure e contraddizioni, ma attraversato ancora da sogni e spiragli di umanità. I Subsonica osservano questo mondo senza cinismo, cercando un equilibrio tra ombra e luce, tra urgenza e riflessione.

Dopo dieci album e tre decenni di carriera, questo undicesimo lavoro rappresenta inevitabilmente un passaggio di età. Un momento di trasformazione che trova un simbolo visivo nella Croce Tuareg, scelta come base grafica per creare una nuova stella, elemento ricorrente nell’immaginario della band. Antico talismano di libertà, protezione e identità, la Croce di Agadez viene donata nel passaggio all’età adulta, diventando metafora perfetta di questo nuovo inizio.

L’uscita del disco accompagnerà le celebrazioni del trentennale con Cieli su Torino 96-26, quattro concerti speciali nella città che ha visto nascere i Subsonica. Le date sono fissate per il 31 marzo e l’1, 3 e 4 aprile, quattro notti pensate come un abbraccio tra passato, presente e futuro. “Terre Rare” arriva così come una dichiarazione di intenti: guardare avanti, restando fedeli a ciò che si è stati.

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