
Si chiama “I respiri di James” la giornata speciale che il Teatro Trianon Viviani di Napoli dedica a James Senese, sassofonista leggendario e figura centrale della musica napoletana contemporanea, recentemente scomparso. Un omaggio sentito e collettivo, in programma sabato 7 febbraio alle ore 18, pensato come un viaggio nella sua arte e nella sua umanità.
Senese sarebbe dovuto tornare proprio su quel palco con un nuovo concerto, immerso in un progetto che univa musica, immagini e racconto. Da questa idea nasce una serata composita, fatta di memoria viva, testimonianze e suoni, che prova a restituire la complessità di un artista radicale e uomo di frontiera. A guidare il pubblico saranno Marisa Laurito, direttrice del teatro pubblico di Forcella, e il critico musicale Carmine Aymone.
L’esistenza artistica di James Senese è stata profondamente intrecciata alla storia culturale e sociale di Napoli, tra jazz, rock, tradizione e impegno civile. Alla presenza della famiglia Senese – Anna, Pasquale e Costantino – la serata si aprirà con l’inaugurazione di una mostra fotografica che raccoglie scatti di Dino Borelli, Mario Palumbo e Riccardo Piccirillo.
Il racconto dal vivo vedrà alternarsi voci e ricordi di amici e compagni di strada come Raffaele Cascone, Gigi De Rienzo, Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta, Renato Marengo, Patrizia Musella e molti altri. Non mancheranno le testimonianze video di artisti come Tullio De Piscopo, Tony Esposito e Antonio Onorato, a conferma di un’eredità musicale condivisa.
Un momento musicale sarà affidato a Pietro Ruggiero, giovane allievo di sax del Conservatorio San Pietro a Majella, che si esibirà con Marco Zurzolo, in un ideale passaggio di testimone tra generazioni. La settimana del Trianon Viviani si chiuderà domenica 8 febbraio con il debutto dello spettacolo di burlesque Voyageburlesque.
Intanto prosegue anche l’attività della Stanza delle Meraviglie e della nuova Stanza della Memoria, spazi innovativi che, grazie alle tecnologie digitali, offrono una fruizione emozionale del patrimonio della Canzone napoletana. Un contesto ideale per ricordare un artista che di Napoli ha raccontato respiri, ferite e bellezza.
