
Sarà Eugenio Finardi ad aprire, l’8 aprile, la terza edizione della Primavera Fiesolana, il festival che fino al 21 aprile animerà il Teatro di Fiesole, alle porte di Firenze. Un cartellone ricco e trasversale che intreccia musica, teatro, letteratura e divulgazione, confermando la vocazione culturale di uno dei luoghi più suggestivi del territorio toscano.
Il cantautore milanese inaugurerà la rassegna con La voce umana, un concerto-spettacolo pensato per celebrare i suoi cinquant’anni di carriera. Un viaggio intenso e personale attraverso parole, canzoni e riflessioni, in cui Finardi renderà omaggio anche ad artisti fondamentali del suo percorso, come Demetrio Stratos e Fabrizio De André, figure che hanno segnato profondamente la storia della musica italiana.
Il 9 aprile lo spazio passerà al jazz con il pianista Alessandro Lanzoni, accompagnato da Gabriele Evangelista al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria, per una serata all’insegna dell’improvvisazione e del dialogo musicale. Il giorno successivo toccherà a Ramin Bahrami, che insieme al giornalista Ferruccio De Bortoli porterà in scena Tra oriente e occidente, un incontro tra musica, pensiero e attualità.
L’11 aprile Andrew Faber proporrà uno spettacolo che mescola poesia, racconti, monologhi e musica dal vivo, mentre il 14 aprile la fisica e scrittrice Gabriella Greison accompagnerà il pubblico in Dove tutto può accadere, un percorso che unisce la fisica quantistica di Paul Dirac alla creatività dei Beatles. Il 15 aprile Nadia Terranova rifletterà sull’universo femminile con Uno strano potere, seguita il 17 aprile da Chiara Francini, protagonista di Coppia aperta quasi spalancata di Franca Rame e Dario Fo.
La chiusura, il 21 aprile, sarà affidata a Luca Sommi con Viva la Costituzione, mentre non mancheranno gli appuntamenti dedicati a musica e cinema, con le proiezioni di Pino Daniele Nero a metà e Queen, Rock Montreal, introdotte da Benedetto Ferrara e Finaz della Bandabardò.
Una stagione brillante e articolata, come ha sottolineato la sindaca Cristina Scaletti, capace di attraversare le diverse declinazioni della cultura e di confermare il grande successo del Teatro di Fiesole presso il pubblico.
