
Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che da anni accompagna la copertina di Nevermind, l’album simbolo dei Nirvana uscito nel 1991. Spencer Elden, il bambino ritratto nudo mentre nuota sott’acqua verso una banconota da un dollaro, aveva intentato una causa sostenendo di essere stato vittima di sfruttamento sessuale infantile.
Ma un giudice federale degli Stati Uniti ha respinto ancora una volta le sue accuse. La sentenza è arrivata dalla Corte Distrettuale del Distretto Centrale della California, dove il giudice Fernando Olguin ha stabilito che l’immagine non soddisfa i criteri della normativa sulla pornografia infantile.
Secondo la decisione, né la posa, né il contesto, né il punto focale della foto suggeriscono un contenuto sessualmente esplicito. «A parte la nudità, nulla nell’immagine ricondurrebbe a sfruttamento sessuale», ha scritto il magistrato.
Elden, oggi trentenne, porta avanti la sua battaglia legale da anni, sostenendo che quella fotografia – diventata un’icona della musica rock – abbia compromesso la sua vita.
Non è la prima volta che i tribunali bocciano le sue richieste: già nel 2022 lo stesso giudice aveva rigettato il ricorso.
Olguin ha paragonato lo scatto a una tipica foto di famiglia di un bambino durante il bagnetto, sottolineandone il valore artistico e simbolico.
La copertina di Nevermind, firmata dal fotografo Kirk Weddle, resta dunque intatta nel suo ruolo di immagine generazionale e di simbolo della rivoluzione grunge guidata da Kurt Cobain e dai Nirvana.
