
Renato Zero festeggia il compleanno – 30 settembre – con la musica. Classe 1950, il cantautore romano torna infatti dal 3 ottobre con L’OraZero, un album di inediti che segna il suo settantacinquesimo debutto.
«Gli esami non finiscono mai», ha premesso citando Eduardo De Filippo nella conferenza stampa di presentazione. L’uscita è stata anticipata dal singolo Senza, primo tassello di un percorso narrativo fatto di 19 brani. Amore, amicizia e rispetto sono i cardini del disco. Zero li interpreta come energie vitali per vivere in armonia. Non a caso il lavoro si chiude con Pace, invito a liberare la mente e dire no alla rabbia.
Da gennaio ad aprile 2026 il cantautore porterà L’OraZero in tour, incontrando il pubblico nelle principali città italiane: «Credo in un linguaggio temperato, anche nella contestazione», ha spiegato. Una piazza silenziosa, senza bandiere né cartelli, per lui sarebbe una risposta prorompente.
Zero ha richiamato il ruolo della spiritualità: «È ciò che oggi viene vilipeso, ma resta fondamentale». L’album, ha aggiunto, non appartiene solo a lui ma a tutta l’umanità: «Ognuno combatte una guerra, spesso contro se stesso». La musica diventa quindi medicina: «In tempi difficili serve spingere sull’acceleratore, l’arte riconcilia e riappacifica».
Zero ha rivolto un pensiero ai giovani artisti: «Siate amministratori di voi stessi, non marionette». Il distacco tra generazioni, secondo lui, va colmato: «Serve comunione di intenti e più spazio alle orchestre, non solo ai computer».
Infine gli omaggi: da Ultimo, che definisce «nipote acquisito», a Diodato e a Loredana Bertè, con cui ha ricucito una frattura decennale: «Un abbraccio urgente – ha detto – perché il tempo si restringe. Avere Loredana vicina significa molto».
