Settant’anni da celebrare nel modo che gli è più congeniale: sul palco.
Giovedì 25 settembre Zucchero soffierà le sue 70 candeline all’Arena di Verona, tempio della musica che negli anni è diventato una seconda casa. Qui ha abituato i fan a lunghe serie di concerti consecutivi, e anche quest’anno sono stati dodici gli show sold out.

Difficile immaginare una cornice più adatta per un artista che da ragazzino iniziò a suonare in chiesa, aiutato dal parroco del suo paese natale, Roncocesi di Reggio Emilia. Da lì, Adelmo Fornaciari ha percorso migliaia di chilometri, diventando ambasciatore italiano del soul-blues nel mondo.

La sua carriera è costellata di incontri e collaborazioni con leggende della musica: da Miles Davis a Eric Clapton, da Bono e Sting a Joe Cocker, B.B. King e John Lee Hooker. È stato amico di Luciano Pavarotti, con cui ha inciso la celebre Miserere. E proprio da una sua idea nacque la prova vocale che lanciò Andrea Bocelli verso il successo internazionale.

Non sono mancati episodi curiosi, come il primo incontro con Miles Davis: nell’oscurità di una limousine, emozionatissimo, Zucchero gli si sedette per errore in grembo. Un aneddoto che racconta l’ironia di un artista unico nel panorama italiano.

Zucchero ha sempre unito l’anima nera del blues alla tradizione della canzone d’autore. Ha calcato palchi di tutto il mondo, persino il Cremlino negli anni della Perestrojka, e ha dedicato un intero album alla musica cubana.

Al Festival di Sanremo non ha avuto fortuna, ma si è preso la rivincita nel 2001 firmando due brani arrivati primo e secondo: Luce di Elisa e Di sole e d’azzurro di Giorgia. Oggi è cittadino onorario di Memphis e Commendatore della Repubblica. Ma soprattutto resta il ragazzo che non si è mai arreso, trasformando la sua passione in una storia irripetibile di musica e libertà.

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *