
Gli eredi di Whitney Houston, insieme a Primary Wave Music e Park Avenue Artists, hanno annunciato un progetto che riporterà la celebre cantante sul palcoscenico, tredici anni dopo la sua morte avvenuta nel 2012 al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills. La star, scomparsa a soli 48 anni, rivivrà grazie alle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale capaci di estrarre e ricreare la sua voce dalle registrazioni originali.
Il tour, intitolato “The Voice of Whitney”, prevede sette tappe e un format innovativo: alle orchestre sinfoniche dal vivo si uniranno la voce della Houston e rarissimi filmati d’archivio, offrendo agli spettatori un’esperienza immersiva che punta a unire emozione, nostalgia e innovazione tecnologica.
«Questo progetto dimostra come si possano creare esperienze significative per gli amanti della musica attraverso un uso ponderato dell’intelligenza artificiale» ha dichiarato Ross Michaels, co-presidente di Park Avenue Artists. L’obiettivo, secondo i promotori, non è solo quello di celebrare l’eredità artistica di Whitney, ma anche di inaugurare un nuovo modo di concepire i concerti nel XXI secolo.
Il tour rappresenta infatti il primo passo di una serie di collaborazioni che mirano a utilizzare l’IA per valorizzare il patrimonio creativo di artisti iconici, rendendolo accessibile alle nuove generazioni.
L’iniziativa solleva inevitabilmente interrogativi etici e culturali: fino a che punto è legittimo “resuscitare” un artista con la tecnologia? I fan, intanto, sembrano dividersi tra entusiasmo e perplessità. Ma una cosa è certa: la voce inconfondibile di Whitney Houston, “The Voice” per eccellenza, tornerà a emozionare il pubblico
