Nuova luna, nuova canzone. Peter Gabriel ha pubblicato What Lies Ahead, terzo estratto dal prossimo album o/i in uscita nel 2026. Il brano è disponibile nel Bright-Side Mix firmato da Mark ‘Spike’ Stent e rappresenta un ulteriore tassello del progetto che l’ex frontman dei Genesis sta svelando poco alla volta.

La canzone, racconta Gabriel, ha radici lontane. «Era uno dei pezzi che nel tour Back to Front, come Playing for Time, venivano suonati senza parole, come work in progress», spiega. L’idea melodica nasce da uno spunto del figlio Isaac, con cui stava improvvisando tempo fa: da quella traccia embrionale ha preso forma un brano che oggi trova finalmente la sua versione definitiva.

Il tema è profondamente personale. «È una canzone che parla di invenzioni e inventori», racconta il musicista. Il padre era un ingegnere elettrico, un uomo creativo ma spesso frustrato. Gabriel ricorda bene le difficoltà che affrontava non solo nel perfezionare un’idea — processo fatto di tentativi, errori e intuizioni — ma anche nel convincere prima gli investitori e poi il pubblico del suo valore. Un’esperienza che ha alimentato nel cantante una riflessione costante sul significato del processo creativo, sia artistico sia tecnico.

Dal punto di vista sonoro, What Lies Ahead intreccia elementi registrati in momenti diversi. La linea di violoncello proviene dalle sessioni dal vivo di Linnea Olsson durante il tour, mentre le parti orchestrali sono state aggiunte nel 2022 da John Metcalfe. A dare un’impronta ancora più intensa al brano è il coro maschile svedese Orphei Drängar, già presente in This Is Home.

«Creano un’atmosfera molto strana, potente ed emotivamente forte, ed è un modo straordinario di iniziare una canzone: è stato un suggerimento di Brian Eno», spiega Gabriel. Pur dichiarandosi non credente, l’artista ha sempre mostrato una sensibilità particolare verso la musica di carattere religioso, capace di evocare uno spazio emotivo altro. L’idea era proprio quella di trasportare l’ascoltatore in una dimensione differente fin dalle prime battute.

Come da tradizione per il progetto o/i, al brano è abbinata un’opera visiva. Si tratta di Birth Tear / Tear dell’artista femminista americana Judy Chicago. L’opera rappresenta il dolore del parto, esperienza che Gabriel riconosce come incomprensibile per un uomo, ma simbolicamente potente. «L’atto di dare alla luce offre molti spunti, meno dolorosi», commenta, sottolineando quanto sia felice che l’artista abbia concesso l’utilizzo del lavoro.

Con What Lies Ahead, Gabriel continua così a intrecciare memoria personale, sperimentazione sonora e arte visiva, confermando la sua capacità di trasformare esperienze intime in racconti universali.

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