
Biglietti a prezzi bassi e un appello alla fiducia del pubblico. Gli Sleaford Mods hanno annunciato che per il tour previsto tra febbraio e marzo 2026 nel Regno Unito e in Europa saranno disponibili anche biglietti a costo ridotto, pensati per chi vive difficoltà economiche. Una scelta controcorrente, che conferma la natura profondamente politica e sociale del duo di Nottingham.
I ticket calmierati – 6 euro o 5 sterline – saranno acquistabili da giovedì e, almeno per il momento, non riguarderanno l’Italia, dove la tournée non è ancora prevista. Il principio è semplice: aiutare chi non può permettersi un biglietto a prezzo pieno, senza però introdurre controlli invasivi. «Ricordate» avverte Jason Williamson in un video diffuso sui social «che si tratta di un honesty box». Un sistema basato sulla fiducia, come quei contenitori lasciati incustoditi nei mercati, dove ciascuno prende ciò che gli serve lasciando l’importo dovuto. «Sono biglietti per chi è in difficoltà, quindi non approfittatevene».
Nel frattempo, gli Sleaford Mods si preparano all’uscita del nuovo album The Denise of Planet X, atteso per il 16 gennaio. Williamson lo descrive come il prodotto di una «vita vissuta sotto un’immensa incertezza, plasmata dal trauma collettivo». Un disco cupo, nato – spiega – in un Paese che dall’apatia degli ultimi anni è precipitato «tra le rovine della guerra, del genocidio e delle conseguenze psicologiche del Covid, mentre i social media sono diventati una forma grottesca di ingegneria digitale». Una visione dura, quasi distopica, che l’artista definisce «un abominio inciso nella nostra psiche collettiva».
È già uscito il primo singolo, The Good Life, realizzato con l’attrice Gwendoline Christie e i Big Special. Un brano che affronta la tentazione di criticare altre band e il conflitto interiore che questo genera. «Mi chiedo perché lo faccio, perché continuo» confessa Williamson. «Le mie voci interiori prendono vita grazie a Gwendoline e ai Big Special, che esplorano la tensione tra il godermi la vita e l’abbandonarmi al caos». Un’anticipazione che lascia intuire un album complesso, fedele allo spirito inquieto di una delle realtà più radicali della scena britannica.
