«Viviamo un momento fortunato per il nostro settore». Con queste parole il presidente di Assoconcerti, Bruno Sconocchia, ha aperto il suo intervento alla Milano Music Week, durante il panel promosso da Ontier in collaborazione con Rockol dal titolo “Musica e sport: un futuro insieme?”. Un confronto dedicato alle sinergie tra musica dal vivo e impianti sportivi, con l’obiettivo di ripensare strutture moderne, polifunzionali e sostenibili.

Dopo il crollo imposto dalla pandemia, il live italiano è tornato a correre con numeri record. «Nel 2024 abbiamo registrato 39 mila spettacoli, 24 milioni di spettatori e quasi 998 milioni di euro di incassi», ha ricordato Sconocchia. «Nel 2025 puntiamo a superare il miliardo». Una soglia simbolica che certifica la centralità economica e culturale dello spettacolo dal vivo in Italia.

Dietro l’euforia, però, si nascondono criticità profonde. «Il 31% degli incassi totali è concentrato in Lombardia e il 51% si registra in soli due mesi: giugno e luglio», ha spiegato. Una disparità territoriale e temporale che porta al vero nodo strutturale: la carenza di spazi adeguati.

«In Italia abbiamo 3.500 teatri, ma 2.000 si trovano al Nord. Abbiamo centinaia di palazzetti, ma solo tre superano i 10.000 posti: Milano, Torino e Bologna». Uno dei dati più emblematici riguarda la classifica delle città per numero di spettatori: «Dopo Milano e Roma, al terzo posto non ci sono Torino o Napoli, ma Assago, grazie all’Unipol Forum». Un’anomalia che si riflette anche nella distribuzione della spesa complessiva per i biglietti.

«La presenza di un palasport o di un’arena estiva può cambiare il peso di una città. La disponibilità di spazi ridisegna la geografia del live», ha sottolineato Sconocchia. Senza nuovi impianti, la crescita rischia di rallentare bruscamente. «Gli spazi per gli spettacoli dal vivo in Italia mancano. È un problema sociale, prima ancora che culturale ed economico».

L’appello finale è chiaro: serve un piano nazionale di infrastrutture moderne, diffuse e accessibili, per sostenere la crescita di una delle industrie più dinamiche del Paese e garantire concerti di qualità anche lontano dalle grandi città.

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