FIMI ha pubblicato la classifica dei 100 artisti più certificati dal 2009 ad oggi e mette in scena uno dei duelli generazionali più affascinanti di sempre nella lunga storia della musica italiana: quello tra Vasco Rossi e Lazza. Due mondi diversi, due epoche differenti, eppure entrambi capaci di parlare a milioni di persone.

In vetta alla classifica troviamo Vasco Rossi, che conferma il suo status di leggenda vivente. Il rocker di Zocca è l’artista più certificato di sempre, grazie soprattutto ai suoi due dischi di diamante — un traguardo rarissimo che si ottiene superando le 500.000 copie vendute tra streaming e copie fisiche. A portarlo sul gradino più alto, Vivere o niente e Track 2, due progetti che continuano a segnare la storia della musica italiana. Non solo: il Blasco aggiunge al suo palmarès 72 dischi di platino e 31 d’oro, numeri che parlano da soli.

Alle sue spalle, ma con un passo deciso verso la leggenda, c’è Lazza. Il rapper e pianista milanese, classe 1994, si prende il secondo posto grazie a un disco di diamante (Sirio), ben 106 dischi di platino e 49 d’oro. Un exploit straordinario nato da un linguaggio contemporaneo, urbano, capace di unire tecnica, melodicità e numeri impressionanti. Il suo successo certifica la forza della nuova generazione e la capacità della scena urban di dettare le regole del mercato.

Sul terzo gradino del podio si piazza un artista internazionale: Ed Sheeran. L’autore britannico conquista il bronzo con un disco di diamante — quello legato all’iconico Shape of You — affiancato da 76 platini e 19 ori. Da anni Sheeran è tra gli artisti più amati e ascoltati al mondo, e la sua presenza in classifica testimonia quanto il mercato italiano sia aperto e ricettivo nei confronti dei fenomeni globali.

Appena fuori dal podio, ma con numeri impressionanti, troviamo Lorenzo Jovanotti con un disco di diamante (Ora), 67 platini e 14 ori: un ulteriore simbolo della capacità della musica italiana di evolversi e resistere nel tempo.

Una fotografia nitida: generazioni che si incontrano e si sfidano, linguaggi diversi che convivono, il passato glorioso che stringe la mano al presente più vibrante. La musica cambia, ma i grandi restano — e nuovi giganti crescono.

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