Cosmo torna con un brano fuori dagli schemi, Brucia tutto, pubblicato solo su Bandcamp e YouTube. Non un singolo, non un’uscita discografica tradizionale, ma un urlo politico e artistico contro la guerra e le violazioni dei diritti umani in Palestina.

«Ho scritto una canzone perché è quello che so fare» spiega il musicista piemontese. «È un inno alla lotta. Voglio fare la mia parte e infondere energia in un momento che sento necessario».

La scelta di non distribuire la canzone sulle piattaforme di streaming non è casuale. Cosmo non vuole che il brano finisca inglobato da algoritmi e playlist, ma resti un atto politico diretto, legato al contesto.

Brucia tutto non è quindi pensata come canzone da classifica, ma come testimonianza artistica e civile. «Questo non è un singolo – continua Cosmo – è un urlo in faccia all’ipocrisia e all’orrore».

Il testo denuncia il “punto di non ritorno” a cui, secondo l’artista, sta portando il conflitto. «Se il diritto internazionale viene calpestato e un intero popolo massacrato senza conseguenze, allora non c’è più limite: tutto diventa possibile».

Tutti i proventi della pubblicazione saranno devoluti a Medical Aid for Palestinians (MAP), organizzazione che offre assistenza sanitaria nelle aree colpite.

Cosmo, che negli anni ha spesso intrecciato musica e impegno sociale, affida ancora una volta all’arte la funzione di resistenza, speranza e denuncia.

Un brano urgente e radicale, che invita a non voltarsi dall’altra parte.

Di admin

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