Il 1985 in Italia fu l’anno di Claudio Baglioni con La vita è adesso, 27 settimane consecutive al primo posto nella Superclassifica di Tv Sorrisi e Canzoni e 800mila copie vendute tra giugno e dicembre. Vasco Rossi pubblicò Cosa succede in città, Gino Paoli e Ornella Vanoni unirono le loro voci in Insieme, Eros Ramazzotti consolidò il successo di Terra promessa con Cuori agitati in attesa del ritorno a Sanremo con Adesso tu.

Nello stesso anno un giovane cantautore bolognese, Luca Carboni, pubblicò Forever, il disco che segnò la sua consacrazione. Uscito il 3 settembre per Rca Italiana, l’album arrivò a un anno dal debutto con …Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film.

Carboni aveva 23 anni, era cresciuto nella scena punk e new wave dei Teobaldi Rock ed era stato sostenuto da Lucio Dalla e Gaetano Curreri, che anche in Forever compaiono come coristi in Ci sei perché e Le nostre parole. Il disco, registrato negli studi Fonoprint di Bologna e prodotto da Roberto Costa, contiene otto brani.

Il singolo scelto fu Sarà un uomo, ballata di oltre cinque minuti che immagina un futuro tra nostalgia e incertezza, con richiami allo stile di Dalla. Tra gli altri pezzi spiccano Ci sei perché, scritto da Curreri, Sugo, ispirato a un ricordo d’infanzia legato a una statua dell’oratorio, e Le nostre parole. L’album si muove tra influenze new wave e scrittura cantautorale personale, lontano dai proclami tipici degli anni Settanta.

Con Forever Carboni si impose come nuova voce del cantautorato, capace di aprire la strada a un linguaggio più intimo e quotidiano che avrebbe influenzato generazioni successive. A quarant’anni dall’uscita, Carboni celebrerà l’anniversario con un concerto-evento l’11 novembre al Forum di Assago.

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