Steve Harris, bassista e fondatore degli Iron Maiden, ha condiviso in un’intervista al magazine Bass Player il segreto del successo e della longevità della band: la totale fedeltà alla loro arte, senza mai cedere alle pressioni del management o delle case discografiche. A 68 anni, Harris guarda alla lunga carriera con incredulità, riflettendo su un’avventura che, come ha detto lui stesso, “ha rappresentato più della metà della mia vita”.

Uno dei momenti più significativi della sua carriera è stato il rifiuto di ogni compromesso artistico, in particolare dopo il successo di The Number of the Beast nel 1982. Harris racconta che, durante le registrazioni dell’album, i dirigenti delle case discografiche cercarono di intervenire, ma la band decise di ignorarli: “Fin dal terzo album, abbiamo bandito le persone delle case discografiche dallo studio. Stavano impazzendo per il singolo, che era così diverso dal precedente, ma noi glielo dicemmo chiaramente: andatevene!”

Per Harris, il successo degli Iron Maiden non è stato il frutto di compromessi, ma della loro determinazione. “Devi solo essere forte nelle tue convinzioni. Siamo stati fortunati ad avere un ottimo manager che protegge la nostra visione”, ha aggiunto, spiegando che la band ha sempre avuto il pieno controllo della propria carriera.

Nonostante il successo e la longevità, anche per gli Iron Maiden arriverà il momento del ritiro. Il chitarrista Dave Murray, parlando di futuro, ha sottolineato l’importanza di “andarsene con dignità e grazia”. Ma per ora, la band è pronta per il prossimo tour mondiale, il Run For Your Lives World Tour 2025/26, con una data speciale in Italia, il 13 luglio allo Stadio Euganeo di Padova.

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