Dopo quasi mezzo secolo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna nella suggestiva Basilica di Massenzio, riportando la grande musica sinfonica in uno dei luoghi più affascinanti di Roma. Dal 3 al 29 luglio 2026 prende vita “La più classica delle estati”, una rassegna che unisce tradizione e sperimentazione, pensata per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.

Il ritorno a Massenzio non è solo simbolico, ma anche progettuale. Il nuovo allestimento, firmato dallo Studio Alvisi Kirimoto, trasforma lo spazio archeologico in un teatro contemporaneo, con un palco polifunzionale e una scenografia essenziale ma d’impatto. La struttura, con una gradonata semicircolare e un sistema acustico avanzato, è stata studiata per valorizzare al massimo le esecuzioni all’aperto, superando le criticità del passato.

L’inaugurazione, il 2 luglio, è affidata al direttore Manfred Honeck insieme al pianista Alexander Malofeev, con un programma interamente dedicato a Čajkovskij, tra cui il celebre Concerto per pianoforte n.1 e la Quinta Sinfonia. È un inizio solenne, che ribadisce il legame della rassegna con il grande repertorio classico.

Ma il cartellone si distingue soprattutto per la sua varietà. Il 4 luglio, ad esempio, la musica barocca incontra la street dance in Le Quattro Stagioni Hip-Hop, progetto firmato dal coreografo Mourad Merzouki. Un incontro tra linguaggi lontani che dimostra la volontà di Santa Cecilia di dialogare con il presente e con nuove forme espressive.

Grande attesa anche per il 9 luglio, quando il compositore Alexandre Desplat dirigerà alcune delle sue più celebri colonne sonore, da Harry Potter a The Imitation Game, portando sul palco il fascino del cinema. Il 15 luglio sarà invece dedicato a Giuseppe Verdi, con un omaggio diretto da Diego Ceretta insieme all’Orchestra Nazionale dei Conservatori e al Coro ceciliano.

Uno degli appuntamenti più attesi è quello del 17 luglio, che vedrà Daniel Harding dirigere Rhapsody in Blue di Gershwin con Stefano Bollani al pianoforte, in un programma che include anche Ravel e Musorgskij. Un concerto che unisce virtuosismo e contaminazione, perfettamente in linea con lo spirito della rassegna.

Spazio anche ai giovani talenti, come la pianista Martina Meola, giovanissima promessa segnalata da Martha Argerich, che si esibirà il 21 luglio. Le serate finali vedranno invece protagonisti il Requiem di Mozart diretto da Jérémie Rhorer e, il 29 luglio, un omaggio al barocco con musiche di Händel e Vivaldi eseguite dal Concerto Köln.

L’obiettivo dichiarato è quello di avvicinare nuovi pubblici, in particolare i giovani e i turisti, offrendo un’esperienza che unisce musica e patrimonio storico. Non a caso, l’area sarà dotata anche di servizi di ristoro, trasformando ogni serata in un momento da vivere prima e dopo il concerto.

Terminata la rassegna estiva, l’attività dell’Accademia proseguirà all’Auditorium Parco della Musica con un festival dedicato a Rachmaninoff, confermando una stagione ricca e articolata.

Con il ritorno a Massenzio, Santa Cecilia apre una nuova fase della sua storia, in cui la grande musica si confronta con lo spazio urbano e con il pubblico contemporaneo. Un dialogo tra passato e presente che rende questa estate romana un appuntamento imperdibile.

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