Una serata interamente dedicata a Fryderyk Chopin segna il ritorno a Bologna del grande pianista russo Mikhail Pletnev, protagonista il 27 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni. L’appuntamento rientra nel cartellone sinfonico del Teatro Comunale di Bologna e vedrà Pletnev impegnato nell’esecuzione dei Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 e n. 2 del compositore polacco.

Accanto a lui, sul podio, salirà per la prima volta alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna il direttore bulgaro Dian Tchobanov, attuale Direttore Musicale dell’Opera di Stato di Plovdiv. Un debutto che aggiunge ulteriore interesse a una serata di grande richiamo per gli appassionati.

I due Concerti, composti da Frédéric Chopin tra il 1829 e il 1830, quando aveva poco più di vent’anni, precedono di poco l’addio definitivo alla Polonia. Definiti “meravigliosi” da Franz Liszt, che pure vi coglieva “più sforzo che ispirazione”, questi lavori rivelano già una scrittura compiuta e personale, capace di fondere lirismo e virtuosismo in modo inconfondibile.

Se Hector Berlioz aveva giudicato l’orchestrazione chopiniana “tetra e quasi superflua”, l’arrangiamento proposto da Pletnev punta a valorizzare il dialogo tra pianoforte e orchestra. Il pianista russo, infatti, ha rielaborato la parte orchestrale senza intervenire su quella solistica, con l’intento di favorire una più intensa e dinamica interazione timbrica.

Ne emerge una lettura che mette in luce la modernità di queste pagine, considerate tra i primi esempi del genio chopiniano, prima che il compositore scegliesse di dedicarsi quasi esclusivamente al pianoforte solo.

Vincitore del Primo Premio al Concorso Čajkovskij nel 1978, Pletnev è artista poliedrico, attivo anche come direttore e compositore, e ha collaborato con le più prestigiose orchestre del mondo. A Bologna è già stato applaudito in diverse occasioni.

Tchobanov, insignito di importanti riconoscimenti internazionali e protagonista di una solida carriera europea e americana, completa il profilo di una serata che si preannuncia come un intenso omaggio a Chopin, nel segno del virtuosismo e della profondità espressiva.

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