
Settanta eventi, oltre venti Comuni coinvolti e circa cinquecento artisti di rilievo internazionale: la 27ª edizione di “Crossroads” si prepara a trasformare l’Emilia-Romagna in un grande palcoscenico diffuso dal 3 marzo al 31 luglio 2026. Un festival itinerante capace di unire la grande tradizione del jazz alle nuove contaminazioni, attraversando città e province senza distinzioni tra centri storici e periferie.
A presentare la manifestazione è stata l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, che ha parlato di una “ricchissima proposta” in grado di valorizzare l’identità musicale del territorio e, allo stesso tempo, di aprirsi al mondo. L’organizzazione è firmata da Jazz Network, in collaborazione con la Regione e con il sostegno di ANCI Emilia-Romagna.
La direttrice artistica Sandra Costantini ha sottolineato la varietà generazionale del cartellone: dai talenti più giovani ai maestri riconosciuti. La più giovane in programma è la pianista e cantante Frida Bollani Magoni, classe 2004, mentre tra i grandi nomi spicca il trombettista Enrico Rava, figura centrale del jazz europeo.
Nel mezzo si collocano artisti come il chitarrista palermitano Matteo Mancuso con il suo trio e il sassofonista statunitense Isaiah Collier, tra le presenze internazionali più attese. Quattro quinti degli artisti in programma sono italiani, ma non mancheranno musicisti provenienti da Brasile, Cuba e altri Paesi, a conferma di un dialogo musicale che supera i confini.
Accanto ai concerti, “Crossroads” proporrà seminari, presentazioni di libri, guide all’ascolto e laboratori, ampliando l’esperienza oltre il palco e coinvolgendo pubblici diversi. Un’offerta che punta alla formazione e alla diffusione della cultura jazzistica, rendendo il festival un laboratorio permanente di idee e suoni.
Nel cartellone confluisce anche il programma di Ravenna Jazz, che oltre alle date tradizionali dal 2 al 10 maggio aggiungerà una ripresa estiva l’1, 3 e 9 luglio. Tutte le province dell’Emilia-Romagna saranno rappresentate, in un itinerario che fa della musica un ponte tra comunità.
“Crossroads” si conferma così non solo un festival, ma una mappa sonora in movimento, capace di raccontare il presente del jazz e le sue infinite possibilità di evoluzione.
