
La recente cover story che una nota rivista ha dedicato a Rosalía ha scatenato una reazione durissima da parte di M.I.A., che sui social ha accusato apertamente la cantante spagnola di imitazione e appropriazione artistica. Al centro della polemica non c’è solo una questione musicale o stilistica, ma un intreccio complesso di spiritualità, industria culturale e potere mediatico.
M.I.A., nota al grande pubblico per successi come Paper Planes e Bad Girls, negli ultimi anni ha trasformato profondamente la propria immagine pubblica. Alla figura di artista politicamente impegnata ha affiancato quella di voce spirituale, dichiarando apertamente la sua conversione al cristianesimo. Questo percorso l’ha portata anche ad abbracciare posizioni controverse, tra cui simpatie per ambienti complottisti e il lancio di un marchio di abbigliamento pensato come protezione dal 5G, definito da lei stessa “l’armatura del cavaliere moderno nell’era della guerra tecnologica”.
È da questo contesto che nasce l’attacco a Rosalía. In un tweet dai toni infuocati, M.I.A. ha definito la collega una “falsa profeta” e ha chiamato in causa direttamente Vogue, accusando il “sistema” di favorire l’artista spagnola. Secondo M.I.A., Rosalía starebbe costruendo il proprio successo sfruttando temi spirituali che lei, invece, vivrebbe in modo autentico e personale, senza il sostegno dell’industria.
La critica non si limita all’imitazione artistica, ma si estende a una presunta cancellazione culturale: M.I.A. sostiene di essere stata marginalizzata in quanto cristiana, mentre Rosalía, a suo dire, riuscirebbe a monetizzare simboli religiosi grazie all’appoggio congiunto dell’industria musicale e della Chiesa cattolica. Una dinamica che l’artista britannica interpreta come un vero e proprio furto del proprio lavoro e della propria esperienza di vita.
La vicenda si chiude con un annuncio dal sapore apocalittico: M.I.A. ha dichiarato che anticiperà l’uscita del suo nuovo LP di quattro mesi, sottolineando la propria indipendenza da qualsiasi agenda e ribadendo la centralità della sua Arte. Un gesto che suona come sfida aperta al sistema che dice di combattere, e che aggiunge un nuovo capitolo a una polemica destinata a far discutere ancora a lungo.
