
Dopo l’intensa partecipazione dello scorso anno come ospite sul palco di Melpignano, Ermal Meta torna alla Notte della Taranta con un ruolo centrale e carico di significato. Nel 2024 aveva emozionato il pubblico con Lule Lule, antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e con Mediterraneo, regalando uno dei momenti più profondi e partecipati del Concertone. Quest’anno, invece, sarà lui il maestro concertatore della edizione 2026
La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione della Fondazione che organizza il festival, che per questa edizione ha scelto di dedicare il suo percorso alle culture del Mediterraneo. Una scelta che appare naturale se legata alla figura e alla storia personale del cantautore. Nato a Fier, in Albania, e cresciuto a Bari, dove arrivò a tredici anni dopo la caduta del regime comunista, Ermal Meta rappresenta una sintesi autentica di attraversamenti, incontri e contaminazioni.
Come sottolinea la Fondazione, la sua esperienza è testimonianza della capacità della Puglia di essere terra di accoglienza e “arca di pace”, custode di una cultura costruita nei secoli attraverso migrazioni e relazioni. Un’identità aperta, che si riflette anche nella musica dell’artista, da sempre attenta ai temi dell’umanità, del dialogo e della memoria condivisa.
«È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda ed è anche una grande responsabilità», ha dichiarato Meta, ricordando la passione e la fede che La Notte della Taranta riesce a generare nel suo pubblico. L’entusiasmo e il rispetto per questo incarico emergono chiaramente dalle sue parole, cariche di gratitudine e consapevolezza.
Per Massimo Bray, presidente della Fondazione, tra Ermal Meta e il festival esiste una consonanza naturale, legata al suo percorso umano e artistico. Affidargli la direzione del Concertone significa scegliere un musicista capace di unire memoria e presente, tradizione e contemporaneità, interpretando il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di incontro.
Dopo Sotto lo stesso cielo, titolo della scorsa edizione, la Notte della Taranta continua così il suo viaggio ideale attraverso il mare, riaffermando la musica come linguaggio universale di pace, relazione e futuro condiviso.
