Il disco di una fan. Laura Pausini definisce così “Io canto 2”, secondo volume del progetto di cover che la vede tornare alle origini dell’ascolto, prima ancora che dell’interpretazione. In copertina impugna una spada e si racconta come una Giovanna d’Arco contemporanea: niente armature, solo un microfono, perché quando la musica chiama, lei risponde. E in tempi in cui l’odio sembra occupare ogni spazio, Pausini sceglie di mettere al centro le canzoni. “Fate la musica, non la guerra”, è il messaggio che accompagna l’album.

“Io canto 2” è un’opera ampia e stratificata: 17 brani nella versione standard, 21 nella Deluxe e 24 sulle piattaforme digitali, tra versioni italiane e internazionali. Un viaggio che attraversa generazioni e stili, con ospiti come Annalisa, Achille Lauro, la voce di Lucio Dalla, Julien Lieb, Ana Carolina e Ferrugem. Tutto sotto la produzione e gli arrangiamenti di Paolo Carta, che dà coerenza a un mosaico musicale così ricco.

Alla presentazione milanese del disco, Laura mostra anche l’altro lato della guerriera: “Sul palco sono forte, ma quando scendo sono fragile”. Le polemiche degli ultimi mesi l’hanno colpita, a partire da quelle sulla sua versione de La mia storia tra le dita. Un caso mediatico costruito come uno scontro, che lei smonta con semplicità: canta Grignani perché ne è fan e lo stima profondamente, augurandosi che tutto questo possa diventare un’opportunità anche per lui.

Non sono mancate le critiche per la cover di Due vite, soprattutto da parte dei fan di Marco Mengoni. Pausini spiega che al collega la versione è piaciuta e racconta di essersi presa una pausa dai social, diventati spesso un amplificatore di negatività. “Io sto facendo un omaggio”, ribadisce, usando se stessa per far conoscere e circolare la musica degli altri.

Accanto ai brani italiani, anche canzoni internazionali legate all’Italia, come La isla bonita di Madonna o Já sei namorar dei Tribalistas. Perché cantare, per Pausini, significa farsi interpreti di un sentimento potente e difendere ciò in cui si crede. Dopo Sanremo partirà il tour mondiale, tra Europa, America Latina e Italia, fino alle date negli stadi dell’estate 2027. Una missione che continua, spada nella roccia e musica come unica vera arma.

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