Un fronte compatto di grandi nomi della musica britannica ha lanciato un appello al governo laburista di Keir Starmer per chiedere una regolamentazione più severa del mercato dei biglietti dei concerti online. L’obiettivo è contrastare il fenomeno della rivendita a prezzi esorbitanti, che in alcuni casi ha portato il costo di un singolo ingresso a sfiorare le 4.500 sterline, oltre 5.000 euro.

“Da troppo tempo certe piattaforme acquistano in massa i biglietti per poi rivenderli su internet a cifre folli”, si legge nel comunicato diffuso oggi sui principali media britannici. La denuncia è stata sottoscritta da Radiohead, Sam Fender, Dua Lipa, Coldplay, Robert Smith (The Cure), Iron Maiden, PJ Harvey e Mark Knopfler, insieme a diverse associazioni dei consumatori e organizzazioni del settore musicale.

Gli artisti sottolineano come questo sistema rappresenti una “forma di estorsione verso il pubblico”, minando la fiducia degli appassionati e rendendo l’esperienza dei concerti un privilegio per pochi. L’appello invoca una maggiore equità e democratizzazione dell’accesso alla musica dal vivo, affinché tutti possano assistere ai concerti dei propri idoli senza subire rincari ingiustificati.

Il caso più clamoroso è stato quello della reunion degli Oasis, con biglietti rivenduti a 4.442 sterline e un successivo scandalo che ha costretto i fratelli Gallagher a prendere pubblicamente le distanze dall’organizzazione.

Molti propongono che il Regno Unito segua l’esempio dell’Irlanda, dove dal 2021 è vietata per legge la rivendita di biglietti a un prezzo superiore al valore nominale. Un modello di tutela che potrebbe restituire trasparenza e giustizia a un mercato diventato, secondo gli artisti, “una giungla digitale”.

Di admin

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