Sabato sera Lana Del Rey è tornata sul palco in occasione del concerto benefico “Harvest Moon” organizzato da Neil Young. Un’apparizione preziosa e rara, che ha aperto con un omaggio al padrone di casa: una toccante versione di The Needle and the Damage Done, brano simbolo del repertorio di Young e manifesto di fragilità e protesta. «Ho pensato che avremmo potuto iniziare con un po’ di Neil», ha detto Lana dal palco del Painted Turtle Summer Camp, a Lake Hughes, California.

La cantautrice ha poi proseguito con un set ricco di momenti significativi, alternando classici che hanno definito la sua estetica malinconica e visionaria: Arcadia, Video Games, Summertime Sadness e Norman Fucking Rockwell. Ma la sorpresa è arrivata con la prima esecuzione di Let the Light In, brano molto amato dal pubblico, finalmente presentato dal vivo in una veste intima e intensa.

Quella di sabato potrebbe essere l’ultima esibizione programmata di Lana Del Rey per il 2025. Tuttavia, come dimostra la sua abitudine a comparire in eventi speciali, non è escluso che possa tornare sul palco qualora si presentasse l’occasione. Intanto cresce l’attesa per il suo prossimo album ispirato al country, dal titolo provvisorio Stove, atteso nel 2026: un nuovo capitolo artistico che segue la sua recente fascinazione per l’America rurale, le narrazioni folk e il mito della tradizione.

All’Harvest Moon erano presenti anche artisti come Beck e John Mayer, insieme allo stesso Neil Young accompagnato dai Chrome Hearts. Il ricavato dell’evento sarà destinato a Painted Turtle, che offre campi estivi a bambini con gravi problemi di salute, e alla Bridge School, fondata da Neil e Pegi Young nel 1986 per sostenere l’educazione di bambini con disabilità fisiche e comunicative.

Un concerto intimo, poetico e solidale: perfetto per salutare un altro anno della stella più cinematica della musica contemporanea.

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