
John Lodge, storico cantante e bassista dei Moody Blues, è morto all’età di 82 anni. A darne notizia è stata la sua famiglia con un comunicato: “È con la più profonda tristezza che dobbiamo annunciare la scomparsa improvvisa e inaspettata di John Lodge”. Con lui se ne va una delle figure più rappresentative della stagione d’oro del rock britannico, quella che negli anni Sessanta portò la “British Invasion” sulle scene americane e nel mondo.
Nato a Birmingham nel 1945, padre di due figli, Lodge si unì ai Moody Blues nel 1966, poco prima che la band trovasse la formula del proprio successo: un suono elegante e sperimentale, a metà tra il rock e la musica sinfonica. Contribuì alla realizzazione di brani immortali come Nights in White Satin (1967), diventato colonna sonora di numerosi film di Hollywood e simbolo di un’epoca.
Sotto la sua guida artistica e quella del frontman Justin Hayward, i Moody Blues pubblicarono album che hanno fatto la storia del rock progressivo. Days of Future Passed (1967) è considerato uno dei primi concept album della storia, una fusione innovativa di orchestra e strumenti elettrici. Seguì In Search of the Lost Chord (1968), in cui la band proseguì la sua ricerca di nuovi linguaggi sonori, tra psichedelia e spiritualità.
Con oltre 70 milioni di dischi venduti, i Moody Blues hanno lasciato un segno indelebile nella musica mondiale. Lodge, che aveva continuato a suonare e registrare anche da solista, resterà nella memoria collettiva come un artista raffinato, capace di dare al rock un’anima romantica e colta. La sua voce e il suo basso continueranno a risuonare ogni volta che qualcuno ascolterà Nights in White Satin.
