Brian May ha deciso di mettere alla prova l’intelligenza artificiale con un esperimento decisamente particolare, chiedendo a Meta AI di ricreare la celebre copertina di The Game, album dei Queen pubblicato nel 1980. Il risultato, però, non ha convinto affatto il chitarrista britannico, che ha condiviso sui social l’immagine generata accompagnandola con un commento ironico.
La copertina originale dell’album è diventata negli anni una delle immagini più riconoscibili della storia dei Queen. Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor sono raffigurati uno accanto all’altro, vestiti con le caratteristiche giacche di pelle, in una composizione semplice e immediatamente identificabile.
La versione prodotta dall’intelligenza artificiale è invece apparsa molto diversa. I quattro componenti della band sono presenti, ma la disposizione è meno ordinata e diversi elementi dell’immagine originale vengono completamente alterati. Le giacche di pelle scompaiono e anche i volti dei musicisti risultano poco definiti.
A rendere ancora più curioso il risultato è la presenza di un misterioso manico di chitarra che compare in primo piano, aggiungendo un elemento estraneo alla composizione originale. May ha quindi scelto di mostrare pubblicamente l’esperimento, definendo ironicamente il risultato un “buon lavoro”.
Dietro l’ironia, tuttavia, il messaggio del musicista assume un tono decisamente più serio. May si domanda infatti se sia davvero questo il tipo di intelligenza destinato a diventare sempre più centrale nella società e invita a riflettere sui possibili costi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Secondo il chitarrista, il prezzo da pagare per quella che viene spesso descritta come un’evoluzione inevitabile della tecnologia potrebbe essere troppo alto. La sua critica non riguarda quindi soltanto la qualità delle immagini generate dall’AI, ma soprattutto le conseguenze ambientali legate alla crescita dell’infrastruttura necessaria per alimentare questi sistemi.
Nel suo intervento, May ha espresso in particolare la propria contrarietà alla costruzione di nuovi grandi data center nel Regno Unito. Secondo l’artista, queste strutture rischierebbero di compromettere il paesaggio e la bellezza naturale del Paese.
Il tema si inserisce così in una riflessione più ampia sui costi energetici e ambientali dell’intelligenza artificiale, un argomento sempre più presente nel dibattito pubblico. Per May, l’esperimento con la copertina di The Game diventa quindi soltanto il punto di partenza per una critica molto più ampia.
Il musicista, che nei giorni scorsi aveva attirato l’attenzione anche per la sua attività di astronomo in occasione dell’eclissi totale di Sole del 12 agosto, ha concluso il suo messaggio con un appello diretto alle istituzioni britanniche: fermare ora la costruzione dei grandi data center. Una presa di posizione che trasforma un curioso esperimento con l’AI in una riflessione sul futuro della tecnologia e sul prezzo che potrebbe comportare.

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