
Ottant’anni e la stessa voglia di sorprendere. Edoardo Bennato festeggia il compleanno il 23 luglio nel momento di una nuova stagione artistica ricca di progetti, concerti e riconoscimenti. Il titolo scelto per il suo tour estivo, “Quando sarò grande”, è perfettamente in linea con lo spirito ironico che lo ha sempre contraddistinto: uno scherzo rivolto al tempo che passa e un modo per ribadire che il suo entusiasmo è rimasto quello di sempre.
Reduce dal grande successo del concerto al Circo Massimo di Roma, Bennato continua a riempire le piazze italiane con un repertorio che ha attraversato oltre mezzo secolo di musica senza perdere forza e attualità. La tournée proseguirà a settembre con nuove tappe a Empoli, Pompei e Milano, confermando il legame speciale tra il cantautore napoletano e un pubblico che comprende ormai più generazioni.
La sua carriera è costellata di primati. Il 19 luglio 1980 fu il primo artista italiano a riempire lo stadio San Siro di Milano, aprendo una strada fino ad allora inesplorata per la musica italiana. Quello stesso anno riuscì nell’impresa di portare il suo spettacolo in quindici stadi nell’arco di un solo mese, un record destinato a rimanere nella storia. Sul palco, con il suo inseparabile kazoo, mescolava rock, blues e punk, dando vita a uno stile personale e immediatamente riconoscibile.
Brani come “L’isola che non c’è”, “Un giorno credi”, “Dotti, medici e sapienti”, “In fila per tre” e “A cosa serve la guerra” continuano ancora oggi a essere cantati e a parlare con sorprendente attualità di libertà, potere, conformismo e speranza. Le sue canzoni hanno saputo raccontare la società italiana con ironia e profondità, dimostrando che la musica popolare può anche essere uno strumento di riflessione.
Le radici di Bennato affondano a Bagnoli, quartiere di Napoli al quale è rimasto profondamente legato. Da lì è iniziato un percorso fatto di determinazione e sacrificio. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, arrivarono le prime difficoltà discografiche, con un esordio accolto freddamente dalla critica. Lontano dall’arrendersi, scelse di esibirsi come “one man band” nelle strade di Roma, accompagnandosi contemporaneamente con chitarra, armonica e tamburelli a pedale, fino alla definitiva consacrazione con album destinati a diventare pietre miliari della musica italiana, come “Buoni e i cattivi” e “Burattino senza fili”.
Le fiabe di Collodi e di James Matthew Barrie sono diventate nelle sue mani strumenti per raccontare il presente, trasformando Pinocchio, Peter Pan e Capitan Uncino in metafore della società contemporanea. Anche “Una estate italiana”, interpretata insieme a Gianna Nannini in occasione dei Mondiali del 1990, continua a rappresentare una delle canzoni simbolo dello sport e dell’Italia.
L’attività di Edoardo Bennato non accenna a rallentare. Dopo la recente mostra di pittura al Palazzo delle Esposizioni e la pubblicazione del singolo “Ogni settimana”, il cantautore è al lavoro su un nuovo album previsto per l’autunno e sulla composizione dell’inno ufficiale della Coppa America Napoli 2027. A ottant’anni continua così a guardare avanti, confermandosi uno degli artisti più originali, indipendenti e influenti della musica italiana.
