A distanza di poche settimane dal ritorno discografico di Paul McCartney, anche Ringo Starr si riaffaccia sulla scena musicale con un nuovo lavoro che guarda alle radici della musica americana. È uscito infatti “Long Long Road”, album che segna un ulteriore capitolo nella sua recente svolta country.

Il disco, composto da dieci brani, nasce ancora una volta dalla collaborazione con il produttore T Bone Burnett, figura centrale nella nuova fase artistica di Starr. Un sodalizio già collaudato con il precedente “Look Up”, pubblicato nel 2025, che aveva sorpreso pubblico e critica segnando il ritorno del musicista a sonorità country dopo decenni.

“Long Long Road” prosegue su questa strada, come suggerisce anche il titolo, evocativo di un lungo percorso umano e musicale. Non a caso richiama idealmente The Long and Winding Road, mantenendo un legame simbolico con l’eredità dei The Beatles.

Registrato tra Nashville e Los Angeles, l’album si caratterizza per un suono caldo e autentico, profondamente radicato nella tradizione americana. Tra le influenze dichiarate spicca Carl Perkins, figura storica che aveva già incrociato il percorso dei Beatles e che qui torna come riferimento ideale.

Il progetto si arricchisce inoltre di collaborazioni di alto livello, con artisti come Billy Strings, Sheryl Crow e St. Vincent, che contribuiscono a dare varietà e profondità al disco.

Accanto a loro, una squadra di musicisti già coinvolti nel precedente lavoro, ribattezzata affettuosamente “The Texans”, che accompagna Starr in questo viaggio sonoro tra folk, country e suggestioni rock.

Per Ringo Starr si tratta di un momento particolarmente fertile, in cui la libertà artistica si unisce all’esperienza accumulata in una carriera lunghissima. La scelta di tornare a sonorità essenziali sembra riflettere un’esigenza autentica, lontana dalle logiche commerciali più immediate.

Il successo di “Look Up”, entrato nella Top 10 di Billboard, aveva già dimostrato come il pubblico sia pronto ad accogliere questa nuova direzione. Con “Long Long Road”, Starr conferma la propria capacità di reinventarsi senza perdere il legame con il passato.

Un disco che guarda indietro per andare avanti, lungo una strada musicale che, dopo tanti anni, continua a sorprendere.

Di admin

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