
Il ritorno di “Tosca” al Teatro Carlo Felice di Genova segna un momento importante nella programmazione lirica della città, riportando in scena uno dei titoli più amati del repertorio operistico. L’opera di Giacomo Puccini, infatti, rappresenta una presenza quasi costante nella storia recente del teatro genovese, dove dal 2000 a oggi è stata proposta già sette volte, a conferma di un legame profondo con il pubblico.
La nuova produzione, in programma da venerdì 10 aprile, arriva in sostituzione del “Nome della rosa” di Francesco Filidei, inizialmente previsto in cartellone e poi rinviato. Una scelta che, pur nata da esigenze organizzative, si traduce in un’opportunità per riscoprire un capolavoro intramontabile.
L’edizione proposta ha una storia significativa: si tratta infatti di una produzione dell’Opera di Roma del 2015, costruita secondo un rigoroso criterio filologico. Le scene riprendono fedelmente quelle ideate nel 1900 da Adolf Hohenstein per il debutto assoluto dell’opera, offrendo così uno sguardo autentico sull’estetica originaria del lavoro pucciniano.
A riprendere la regia è Anna Maria Bruzzone, che ha lavorato sull’impianto originale di Alessandro Talevi, cercando di coniugare il rispetto della tradizione con una sensibilità contemporanea. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a ricostruire il passato, ma lo interpreta alla luce del presente, mettendo in evidenza l’attualità dei temi trattati.
Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, non si tratta di un’operazione nostalgica o museale, bensì di un recupero consapevole della tradizione, sostenuto anche dalle precise indicazioni lasciate da Puccini e dai suoi librettisti. Proprio queste note dettagliate hanno permesso di restituire una messinscena coerente con lo spirito originale dell’opera.
La genesi di “Tosca”, del resto, è essa stessa affascinante. Puccini si era appassionato alla tragedia di Victorien Sardou già agli inizi della sua carriera, ma inizialmente non riuscì a ottenerne i diritti. Solo anni dopo, grazie anche all’intervento dell’editore Ricordi, il compositore riuscì a realizzare il progetto, superando la concorrenza di altri musicisti e trasformando il dramma in uno dei suoi maggiori successi.
Sul podio salirà Giuseppe Finzi, chiamato a dirigere un cast di grande livello. La prima rappresentazione vedrà Anastasia Bartoli nel ruolo di Tosca, affiancata da Giorgio Berrugi nei panni di Cavaradossi e da Lucas Meachem in quelli del barone Scarpia.
Dopo il debutto del 10 aprile, l’opera sarà replicata in diverse date fino al 19 aprile, offrendo al pubblico più occasioni per assistere a uno spettacolo che unisce rigore storico e vitalità interpretativa.
Il ritorno di “Tosca” al Carlo Felice si configura così come un evento capace di coniugare tradizione e attualità, riportando al centro della scena un capolavoro che continua a parlare al pubblico di oggi con straordinaria forza emotiva.
