Torino si prepara a trasformarsi ancora una volta in un grande palcoscenico diffuso con la quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, in programma dal 25 aprile al 2 maggio, anticipata da tre giorni di anteprime nei jazz club cittadini. Il titolo scelto, “The sound of surprise“, racconta già l’anima della manifestazione: un invito alla scoperta, alla sperimentazione e all’incontro tra tradizione e innovazione.

I numeri confermano la portata dell’evento: oltre cento appuntamenti distribuiti in 72 sedi diverse, con 81 concerti e quasi trecento musicisti coinvolti. Un festival che non si limita ai luoghi canonici, ma invade la città, rendendo il jazz accessibile e vivo in ogni angolo, dai teatri agli spazi più inaspettati.

Ad aprire la rassegna sarà “Il jazz della Liberazione“, affidato a Moni Ovadia & Kassiber Ensemble con uno spettacolo che intreccia musica e narrazione. Il progetto riporta alla luce la storia delle orchestre jazz nei campi di prigionia nazisti, con un omaggio particolare allo swing del ghetto di Terezín, trasformando la memoria in un’esperienza artistica intensa e necessaria.

Il cartellone propone nomi di grande rilievo internazionale, capaci di dialogare con linguaggi diversi. Tra questi spicca Bill Frisell, protagonista di una performance in prima assoluta che unisce musica e cinema, insieme a Bill Morrison ed Eyvind Kang. Accanto a lui, artisti come John Scofield e Gerald Clayton, incaricati di chiudere il festival, e la voce raffinata di Norma Winstone in duo con Glauco Venier.

Non mancano presenze importanti della scena italiana e progetti collettivi, come il ritorno della Italian Instabile Orchestra e le esibizioni di Fabrizio Bosso, oltre a gruppi innovativi come gli Irreversible Entanglements. Un equilibrio tra maestri affermati e nuove energie che arricchisce ulteriormente la proposta artistica.

Tra le novità di questa edizione spicca una programmazione gratuita dedicata ai protagonisti del jazz italiano, insieme a una forte attenzione per i giovani e il sociale. I Jazz Blitz porteranno la musica anche in contesti comunitari e spazi alternativi, rafforzando il legame tra il festival e il territorio.

Il “Torino Jazz Festival” si distingue inoltre per la produzione di nuova musica: ben otto progetti originali e altrettante esclusive, a testimonianza di una vocazione creativa che lo rende unico nel panorama internazionale.

A rendere omaggio alla storia del jazz, quest’anno si celebrano anche i centenari di due giganti come Miles Davis e John Coltrane, figure che continuano a influenzare generazioni di musicisti.

In questo intreccio di passato, presente e futuro, il festival si conferma un appuntamento centrale per la cultura musicale, capace di sorprendere e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.

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