
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata con forza nel mondo della creatività, e anche la musica non fa eccezione. A dimostrarlo è Boy George, storico frontman dei Culture Club, che in una recente intervista ha rivelato di aver già scritto ben cinque album con l’aiuto dell’AI. La dichiarazione è arrivata durante il podcast “Happy Place” condotto dalla presentatrice britannica Fearne Cotton, pochi giorni prima della sua curiosa vittoria al San Marino Song Contest come featuring di Senhit, senza nemmeno essere presente sul palco.
Le parole del cantante hanno suscitato sorpresa ma anche interesse. Mentre molti artisti guardano con diffidenza all’intelligenza artificiale, temendo che possa danneggiare autori e creativi, Boy George sembra avere un approccio molto più aperto. Secondo lui uno dei vantaggi principali è proprio la libertà di sperimentare senza il timore del giudizio umano. Con l’AI, spiega, non bisogna preoccuparsi di cosa pensa l’altro, e questo rende il processo creativo più spontaneo.
Il cantante ha raccontato anche di avere conversazioni “divertenti e poetiche” con ChatGPT, tanto da paragonarle a un dialogo con la cantautrice Joni Mitchell. Proprio da queste interazioni sarebbe nata una canzone dedicata a lei, ispirata al celebre album “Lady of the Canyon”. Un esempio di come la tecnologia possa diventare uno strumento creativo piuttosto che un semplice supporto tecnico.
In realtà Boy George non è nuovo all’uso dell’intelligenza artificiale. Già l’anno scorso l’aveva utilizzata per ricreare le parti vocali di alcune sue vecchie hit, registrando nuove versioni il più possibile simili agli originali. L’obiettivo era produrre versioni alternative dei brani storici, dal momento che non possiede i diritti delle registrazioni dell’epoca.
Nel frattempo la sua presenza al San Marino Song Contest ha fatto discutere. Durante l’esibizione di “Superstar” di Senhit, Boy George è apparso soltanto in video e in playback. Nonostante ciò, la vittoria ha garantito a Senhit l’accesso all’Eurovision Song Contest, che si terrà a Vienna nel mese di maggio.
Curiosamente, però, il sito ufficiale dell’Eurovision non menziona Boy George tra i performer della semifinale del 12 maggio, citando solo Senhit. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più particolare e che dimostra quanto il mondo dello spettacolo, proprio come quello della tecnologia, stia vivendo una fase di trasformazione e sperimentazione continua.
