
La domanda è tornata a circolare con insistenza dopo l’annuncio delle nuove nomination alla Rock and Roll Hall of Fame. Tra i 17 candidati figura anche Phil Collins, questa volta come solista, accanto a un gruppo eterogeneo di artisti che attraversano generi e generazioni. È una candidatura che riaccende l’attenzione su una carriera monumentale, divisa tra successi da classifica, sperimentazioni pop e un passato prog con i Genesis.
Insieme a lui compaiono nomi come Lauryn Hill, Mariah Carey, Oasis e Pink, a conferma di una rosa che mescola icone globali e artisti di culto. C’è spazio anche per band storiche spesso considerate “snobbate” in passato, come gli Iron Maiden e i Joy Division/New Order, oltre a figure influenti come Jeff Buckley, INXS, Shakira, Sade e il collettivo Wu-Tang Clan.
Si tratta, per ora, soltanto di nomination. I nomi di coloro che entreranno effettivamente nella Hall of Fame saranno annunciati ad aprile, insieme ai riconoscimenti speciali come il Musical Influence Award, il Musical Excellence Award e l’Ahmet Ertegun Non-Performer Award. La cerimonia, come da tradizione, si terrà in autunno, trasformandosi ancora una volta in una celebrazione della storia della musica popolare.
Dieci performer su diciassette sono alla loro prima candidatura, e tra questi c’è proprio Collins. Per altri, invece, si tratta di un ritorno: gli Oasis, i Black Crowes, Sade e Billy Idol sono alla seconda nomination, mentre Iron Maiden, Mariah Carey e Joy Division/New Order arrivano alla terza. Un dato che alimenta il dibattito su criteri, tempistiche e presunte dimenticanze.
Non tutti, del resto, guardano con entusiasmo all’istituzione americana. Negli anni scorsi Bruce Dickinson ha definito la Hall of Fame «una grandissima stronzata», accusandola di essere gestita da americani incapaci di riconoscere il vero rock’n’roll. Eppure, di fronte alla possibilità concreta di entrarvi, lo stesso Dickinson ha ammesso che parteciperebbe volentieri alla cerimonia.
Resta dunque l’interrogativo iniziale: sarà il 2026 l’anno in cui Phil Collins verrà finalmente consacrato anche come solista? La candidatura c’è, il peso storico pure. Ora la parola passa ai voti e a un’istituzione che, tra entusiasmi e polemiche, continua a far discutere quanto i suoi protagonisti.
