
Cinquantacinque anni fa, nel 1971, Paul McCartney pubblicava “Another Day,” il suo primo singolo solista dopo la fine dei The Beatles.
Un brano che segnava simbolicamente l’inizio di una nuova fase, non solo discografica ma anche personale.
La canzone, in realtà, affondava le radici nelle sessioni di Get Back del 1969.
McCartney l’aveva provata al pianoforte ai Twickenham Studios e poi alla chitarra acustica agli Apple Studios, lasciando intuire già allora la forza delle prime strofe.
Quelle stesse parole sarebbero rimaste nella versione definitiva.
Non è un caso che proprio “Another Day” abbia inaugurato le sessioni dell’album RAM.
Il 12 ottobre 1970, ai Columbia Studios di New York, il brano fu il primo a essere inciso.
Accanto a McCartney c’erano Dave Spinozza alla chitarra e Denny Seiwell alla batteria.
Il lavoro proseguì con numerose sovraincisioni tra i Columbia e gli A&R Studios.
Il 21 gennaio 1971 venne dedicato alle parti vocali, rifinite con grande cura.
L’arrangiamento valorizza la natura acustica del pezzo, ma è arricchito da un basso melodico suonato dallo stesso McCartney e da interventi di chitarra elettrica.
Per la prima volta emerge con chiarezza l’intreccio vocale tra Paul e Linda, destinato a diventare una cifra stilistica della coppia.
Il risultato è un brano elegante, costruito con attenzione ma capace di mantenere una spontaneità narrativa.
Dal punto di vista lirico, “Another Day” racconta la routine di una ragazza della middle class, ritraendone la solitudine e l’alienazione.
È una fotografia della quotidianità urbana, fatta di gesti ripetuti e silenzi interiori.
In questo senso, la canzone si inserisce nella tradizione di ritratti femminili già esplorata da McCartney negli anni precedenti.
La vita ordinaria diventa materia poetica, osservata con sensibilità e senza retorica.
In conversazione con Luca Perasi, emerge come questo brano rappresenti una chiave per comprendere l’intera carriera solista dell’ex Beatle.
Dopo la fine del gruppo più celebre del Novecento, McCartney sceglie di ripartire dalle storie minime, dai dettagli domestici.
“Another Day” diventa così una dichiarazione d’intenti: raccontare la normalità come esperienza universale.
Negli anni successivi, tra Wings e progetti solisti, McCartney continuerà a muoversi tra sperimentazione e melodia classica.
Ma già in questo primo singolo si intravede la direzione: libertà creativa, introspezione e un’attenzione costante per la vita di tutti i giorni.
Cinquantacinque anni dopo, “Another Day” resta il simbolo di una rinascita artistica.
Non la fine di un’epoca, ma l’inizio di un altro giorno.
