
Dopo A Plea, Flea pubblica Traffic Lights, secondo estratto dal suo nuovo album solista Honora. Il brano è interpretato e co-scritto con Thom Yorke, voce e mente dei Radiohead, e segna un incontro artistico intenso, libero da etichette e confini di genere.
Traffic Lights nasce da una jam iniziale tra Flea e il batterista Deantoni Parks e prende forma grazie a una super band di musicisti dall’impronta prevalentemente jazz: Jeff Parker alla chitarra, Nathaniel Walcott al Fender Rhodes, Mauro Refosco alle percussioni e Josh Johnson al sax alto, co-autore del brano insieme a Flea e Yorke. Un ensemble che costruisce un paesaggio sonoro denso, pulsante e profondamente emotivo.
«Mi ha ricordato gli Atoms for Peace», racconta Flea, spiegando perché ha deciso di coinvolgere Yorke. «Aveva un ritmo e una sensibilità che sapevo avrebbe apprezzato». Il risultato è una melodia ipnotica, sostenuta da un testo che riflette sul vivere “al contrario”, cercando senso tra verità e falsità che si intrecciano.
Nel brano Flea suona basso elettrico e tromba, confermando la sua natura di musicista totale. Honora uscirà il 27 marzo e prende il nome da una famigliare dell’artista. Nel disco ci sarà anche una canzone interpretata da Nick Cave.
A maggio è previsto un tour europeo con quattro date – Berlino, Amsterdam, Londra e Parigi – ma, almeno per ora, nessuna tappa italiana. L’idea dell’album affonda le radici nel 1991, quando Flea recitava nel film My Own Private Idaho di Gus Van Sant. Un progetto nato da lontano e diventato oggi una dichiarazione di libertà artistica assoluta.
