
È morto ieri a 84 anni Steve Cropper, uno dei musicisti più influenti della storia della musica moderna e figura centrale del Memphis soul. Chitarrista, autore, produttore e session man tra i più richiesti, ha contribuito a definire il suono di un’epoca, lavorando con artisti come Otis Redding, Wilson Pickett, Sam & Dave e molti altri. La famiglia ha annunciato che Cropper «si è spento serenamente a Nashville», senza però rendere nota la causa del decesso. «Il suo talento fuori dall’ordinario ha toccato milioni di persone in tutto il mondo», si legge nella nota. «Ogni nota che ha suonato, ogni canzone che ha scritto, ogni artista che ha ispirato sono la garanzia che il suo spirito vivrà per sempre».
Pat Mitchell Worley, presidente e CEO della Soulsville Foundation, ha sottolineato in un comunicato l’importanza storica del suo contributo: «Il suo apporto alla soul e alla R&B è inestimabile. Le canzoni che ha scritto e quelle in cui ha suonato hanno plasmato la soul music». Per la Fondazione, Cropper è stato «uno dei chitarristi più importanti della storia della musica moderna».
Non è un’esagerazione. Cropper fu tra i fondatori della house band della Stax Records, etichetta simbolo della musica soul di Memphis. Con Booker T. & the MG’s contribuì alla creazione di un repertorio che avrebbe cambiato la musica americana. Ha lasciato la sua impronta in classici immortali come Soul Man di Sam & Dave, Green Onions dei Booker T. & The MG’s, In the Midnight Hour di Wilson Pickett e (Sittin’ On) The Dock of the Bay di Otis Redding, brano che completò dopo la scomparsa del cantante.
La sua chitarra, essenziale, incisiva e riconoscibile, ha definito per decenni il modo di suonare soul. E anche grazie alla sua partecipazione ai Blues Brothers, Cropper ha portato quel suono a nuove generazioni. Con la sua morte, la musica perde un maestro, ma la sua eredità rimarrà scolpita in ogni riff, in ogni ritmo e in ogni artista che ha contribuito a ispirare.
