
È morto Brian Wilson, genio creativo dei Beach Boys e leggenda della musica del Novecento. Aveva 82 anni. A darne l’annuncio sono stati i figli con un messaggio commosso: «Siamo affranti nell’annunciare che il nostro amato padre Brian Wilson è morto. Non ci sono parole, ora… Love & Mercy».
Non è stata resa nota la causa della morte, ma da tempo Wilson soffriva di un disturbo neurocognitivo che, dopo la scomparsa della moglie Melinda, aveva portato alla sua messa sotto tutela legale.
Nato a Hawthorne, California, il 20 giugno 1942, aveva fondato i Beach Boys nel 1961 con i fratelli Dennis e Carl, il cugino Mike Love e l’amico Al Jardine. Con loro aveva dato voce al sogno californiano: spiagge, surf e giovinezza eterna. Ma dietro l’apparente leggerezza delle hit si nascondeva un talento musicale visionario.
Fu Wilson, infatti, a trasformare la band da fenomeno pop a laboratorio artistico. L’album Pet Sounds del 1966 è ancora oggi considerato uno dei capolavori assoluti della musica moderna, ispirato dai Beatles e in grado di influenzarli a loro volta.
Fragile, geniale, spesso sopraffatto dalle proprie emozioni, Wilson lottò per tutta la vita con la depressione, le droghe e una lunga serie di ricoveri. Ma la sua arte non smise mai di brillare.
Dopo anni di isolamento e abusi da parte del suo terapeuta, tornò alla musica negli anni Duemila, completando Smile, il progetto mai finito degli anni Sessanta. Si riunì con i Beach Boys nel 2011 per il tour dei 50 anni.
Autore di Good Vibrations, God Only Knows e decine di altre “sinfonie tascabili”, Wilson ha lasciato un segno profondo nella musica e nei cuori. «Essere felici è un duro lavoro», diceva. Ora forse, finalmente, ha trovato pace.
