
È scomparso a soli 55 anni André Thomas Halyards, in arte Dre Love, figura di culto della scena hip hop italiana degli anni ’90. La notizia della sua morte è stata diffusa attraverso i suoi canali social: «Dre se ne è andato nel pomeriggio di lunedì 19, circondato da persone e affetto, in seguito a complicazioni infettive, debilitato da una convivenza col mieloma durata otto anni».
Nato nel Queens, a New York, Dre Love aveva scelto l’Italia come casa, stabilendosi a Firenze, dove ha vissuto gran parte della sua vita. La sua voce e la sua presenza carismatica hanno segnato una stagione fondamentale della musica urbana nel nostro Paese.
Negli anni ’90 è stato tra i protagonisti dei Radical Stuff, insieme a Kaos, Sean e DJ Skizo, un collettivo che ha dato una spinta decisiva alla nascita del rap italiano. Memorabili le sue partecipazioni nei due capolavori di Neffa, I messaggeri della dopa (1996) e 107 elementi (1998), album che hanno contribuito a definire la grammatica del rap nazionale.
Il suo stile mescolava rap, soul e funk con un’energia inconfondibile. Non a caso ha collaborato anche fuori dai confini del rap, lavorando con artisti come Almamegretta, Alex Britti e Irene Grandi, dimostrando grande versatilità e sensibilità musicale.
I funerali si terranno mercoledì 21 maggio alle ore 15:30 nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze. Con la sua scomparsa, la musica italiana perde una voce originale e uno dei pionieri dell’hip hop d’autore. Dre Love lascia un’eredità importante, fatta di groove, parole e anima.
