
Fino al 1° giugno 2025, la Cittadella degli Archivi di Milano ospita la mostra personale di Federico Ferrarini, Tempo Attratto – Temperatura Emotiva, un’esposizione che intreccia scultura, pittura e installazione. Il progetto, ideato e organizzato dall’associazione culturale Isorropia Homegallery e dalla Galleria Ferrero Arte Contemporanea, è realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha curato una sezione dedicata al restauro del Teatro alla Scala, progettato dall’architetto Mario Botta.
L’esposizione presenta una dozzina di opere tra sculture monumentali e pitture, che riflettono la profonda ricerca di Ferrarini sull’intersezione tra il naturale e il tecnologico, l’umano e il cosmico. Il suo lavoro, avviato nei primi anni 2000, esplora la materia attraverso una fusione di tecniche e materiali, come pigmenti puri, marmi e onici. Il rapporto spazio-tempo è al centro della sua poetica, e le sue opere non sono semplici rappresentazioni, ma vere e proprie mappe temporali in cui il passato, il presente e il futuro si intrecciano in modo dinamico e potente.
Al cuore della mostra si trova l’installazione scultorea Tempo Attratto, realizzata con marmi di Rosso Verona estratti direttamente dalla cava. Questa scultura prende ispirazione dal restauro del Teatro alla Scala, con cinque blocchi di marmo che formano un’orbita di tre metri di diametro. I blocchi scolpiti, posti in dialogo con documenti storici e materiali provenienti dall’archivio de La Cittadella, raccontano un incontro tra arte, architettura e memoria. L’opera trasforma la pietra in un archivio vivo, un dialogo tra il passato e il presente, che fa emergere la tensione tra la materia e il tempo.
La mostra presenta anche altre opere emblematiche di Ferrarini, come la serie Stonestar, sculture di marmo con superfici solcate da traiettorie concentriche che evocano mappe stellari e schemi cosmici. In Futurefossile, una scultura di marmo rosso di Verona, un blocco scavato e quasi rotto evoca l’ossatura di uno Stargate inattivo, mentre Cosmic Landscape, una scultura autoportante in marmo brasiliano, sfida la gravità, creando un paesaggio cosmico che sembra espandersi oltre i suoi limiti.
L’artista non si limita alla scultura, ma si esprime anche attraverso la pittura con l’opera Monolith Planet, una tela monumentale che indaga l’illusione della materia e il vuoto come principio generatore dell’universo. Il percorso si conclude con Temperatura Emotiva, una serie di opere su carta che rivelano segni primordiali e violenti, tracce emotive che emergono da uno sfondo nero assoluto, simbolo di un impatto emotivo che non si dissolve, ma rimane come una cicatrice.
Federico Ferrarini non modella la materia: la seziona, la erode, la scava. La sua arte è un atto di aggressione contro la pietra, un tentativo di farle rivelare ciò che normalmente rimane nascosto. Ogni sua opera è un trauma inciso nella materia, una cicatrice nello spazio e nel tempo. Come afferma Beatrice Marciani, museologa, “Nella Cittadella degli Archivi, l’idea stessa di archivio viene demolita. Qui non si conserva, si incide. La memoria non è un concetto astratto, è una pressione fisica, un impatto, una massa che preme, che pesa, che chiede di essere spezzata.”
La Cittadella degli Archivi, sede della mostra, è un luogo simbolico per ospitare un progetto che mette in discussione il concetto di archivio, confrontandosi con la memoria scritta e quella geologica. La Cittadella, uno dei più grandi archivi d’Europa, contribuisce anche alla riqualificazione del Quartiere Niguarda e promuove la valorizzazione del patrimonio storico e culturale.
Un progetto reso possibile grazie a numerosi partner
La mostra è stata resa possibile grazie al supporto della cava di estrazione del marmo Rosso Verona, di AtelierMarmo e IStone, che hanno collaborato alla realizzazione delle opere, e di Dolci Colori, azienda storica di pigmenti puri. Il progetto è stato anche accompagnato da un testo curatoriale scritto da Beatrice Marciani, che offre una riflessione profonda sulla mostra e sul lavoro di Ferrarini.
Tempo Attratto – Temperatura Emotiva è un’esperienza visiva e sensoriale che trasforma la pietra in memoria, dove il tempo non è solo registrato, ma inciso nella materia stessa. Un confronto intenso con la resistenza della materia e una riflessione sul nostro rapporto con la storia e l’ambiente che ci circonda.
