“L’occhio della gallina – Autoritratto” di Antonietta De Lillo è uno dei cinque finalisti per il David di Donatello nella categoria Miglior Documentario Premio Cecilia Mangini. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta il 7 maggio 2025 su Rai 1. Questo importante riconoscimento arriva dopo una serie di proiezioni in festival di grande prestigio, tra cui la 43a edizione del Bellaria Film Festival, dove il film sarà proiettato domenica 11 maggio alle 15.30, alla presenza della stessa regista. Il film sarà accompagnato dal lungometraggio “Il Resto di Niente”, in programma il 10 maggio, nella sezione “Le avventurose”, dedicata a registe che hanno saputo portare avanti percorsi artistici indipendenti e innovativi.

Presentato in anteprima alle Giornate degli Autori a Venezia, “L’occhio della gallina – Autoritratto” ha ottenuto un’accoglienza molto positiva e ha continuato il suo percorso nelle sale italiane e in numerosi festival. Tra i riconoscimenti ricevuti, il film ha vinto il premio come Miglior Documentario Italiano al Festival dei Circoli del Cinema di Messina e il Premio Miglior Regia Docufilm al Festival Primo Piano sull’Autore. Inoltre, è stato candidato come Miglior Documentario Internazionale ai Fabrique du Cinéma Awards. Il film è scritto dalla regista stessa in collaborazione con Laura Sabatino e Alice Mariani, ed è prodotto da Marechiarofilm con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Campania.

“L’occhio della gallina – Autoritratto” è un film che si distingue per il suo approccio ironico ma profondo, un’autoriflessione sulla carriera della regista e sul malfunzionamento del sistema cinematografico. Racconta una storia di violenza e isolamento, affrontando l’ingiustizia che ha impedito ad Antonietta De Lillo di realizzare un nuovo film di finzione dopo aver creato quello che molti considerano il suo capolavoro. Il documentario è interpretato dalla stessa De Lillo e da altri attori come Maria De Medeiros e Elisabetta Giannini. Il film non è solo un autoritratto ma anche una riflessione sul potere e sull’arroganza, un invito a non rinunciare al diritto di critica.

Antonietta De Lillo ha dichiarato di aver realizzato il film “per necessità e con poche aspettative”, ma ha espresso la sua gratitudine per il riconoscimento ricevuto, sottolineando che, nonostante le difficoltà, il percorso del film è stato molto gratificante. Il suo lavoro continua a emozionare e a sollevare riflessioni sul mondo del cinema, un settore che ancora oggi presenta disfunzioni evidenti, ma che ha sempre il potere di rinnovarsi attraverso voci indipendenti e critiche come quella di De Lillo.

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