La scuola romana delle risate, il nuovo documentario di Marco Spagnoli, arriva nelle sale con un’uscita evento il 17, 18 e 19 aprile, per poi essere trasmesso in prima serata su RaiTre il 26 aprile. Prodotto da Samarcanda Film in collaborazione con Rai Documentari e coprodotto da Luce Cinecittà, con la partecipazione di Titanus S.p.A., il film celebra la straordinaria tradizione umoristica di Roma, raccontando le radici e l’evoluzione della comicità capitolina attraverso materiali d’archivio e le testimonianze dei suoi protagonisti.

Il documentario è guidato dalla voce narrante di Carlo Verdone, che accompagna lo spettatore in un viaggio che esplora la satira romana, dal teatro al cinema, dalla televisione ai social, fino al mondo del fumetto con la partecipazione di Zerocalcare, uno dei maggiori rappresentanti della comicità contemporanea. La colonna sonora, curata da Piotta, mescola suoni rap con melodie nostalgiche, creando un’atmosfera che rinforza il legame tra tradizione e modernità.

Il film rende omaggio ai “mostri sacri” dell’umorismo romano, da Ettore Petrolini a Alberto Sordi, passando per Aldo Fabrizi, Gigi Proietti, Anna Magnani, Monica Vitti, e tanti altri. Attraverso immagini d’archivio provenienti da Titanus, Istituto Luce e Teche Rai, il documentario racconta la storia di una comicità unica, cinica e dissacrante, che ha saputo riflettere la realtà sociale e politica dell’Italia, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo.

A testimoniare l’influenza di questa tradizione sono anche alcuni dei più grandi artisti contemporanei, tra cui Corrado Guzzanti, Marco Giallini, Lillo, Virginia Raffaele, Anna Foglietta, Enrico Brignano, Massimiliano Bruno, e molti altri, che condividono il loro rapporto con la comicità romana e come essa abbia influenzato la loro carriera.

La scuola romana delle risate è un tributo alla capacità di Roma di ridere di se stessa e di tutto ciò che la circonda, un’arte che si rinnova continuamente, conquistando nuove generazioni. Con una narrazione coinvolgente, il documentario esplora l’importanza di questa tradizione e il modo in cui essa continua a essere una parte fondamentale dell’identità culturale di Roma e dell’Italia intera.

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