
La cultura torna a essere protagonista in Italia, come evidenziano i dati dell’ultimo Osservatorio sui consumi culturali realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG. Carlo Fontana, presidente dell’associazione, sottolinea come i segnali di ripresa nei consumi culturali siano fondamentali per il benessere e la prosperità dei territori, ma rimarca anche l’urgenza di ridurre il divario tra Nord e Sud in termini di accessibilità e varietà dell’offerta culturale.
Nel 2024 la spesa media mensile per la cultura ha raggiunto 86 euro, con un aumento del 30% negli ultimi due anni, pur rimanendo lontana dai livelli del 2019 (113 euro). Un dato particolarmente interessante riguarda la spesa per attività culturali fuori città, che si attesta a 115 euro, superando quella locale.
La fruizione di spettacoli dal vivo ha trainato questa ripresa, con concerti e presenze a teatro che registrano aumenti significativi. La lettura, sia di libri cartacei che di e-book, mantiene una posizione stabile, mentre la stampa digitale a pagamento fatica a conquistare il pubblico, superata dalle versioni gratuite online.
Il binomio cultura-turismo si conferma strategico: tre italiani su quattro hanno partecipato a eventi culturali durante viaggi o vacanze, privilegiando musei, mostre e concerti. Tuttavia, permangono barriere significative alla partecipazione, principalmente legate ai costi e alla scarsità dell’offerta, percepite più fortemente nelle regioni meridionali.
Fontana propone misure di detrazione fiscale per incentivare i consumi culturali, ridurre le disuguaglianze territoriali e promuovere la crescita sociale ed economica. “Ripensare l’offerta culturale e intercettare nuovi pubblici è una sfida stimolante, ma indispensabile per garantire il progresso del settore”, conclude Fontana.
Questa analisi evidenzia il ruolo centrale della cultura non solo come motore economico, ma anche come elemento cardine per il benessere e la coesione sociale.
