La musica italiana continua a espandersi a livello globale, trainata dallo streaming e dal crescente interesse del pubblico internazionale. Durante il convegno di apertura della Milano Music Week 2024, sono stati presentati dati sorprendenti sulle performance della musica italiana all’estero, che dimostrano una crescita del 160% nei contenuti audio ascoltati fuori dall’Italia su Spotify tra il 2019 e il 2024.

Con 60 milioni di utenti che ogni mese ascoltano musica in lingua italiana su Spotify fuori dai confini nazionali, il trend è guidato dai giovani tra i 18 e i 24 anni. “Non sono più solo i Måneskin a rappresentare il successo italiano – ha sottolineato Federica Tremolada, general manager Europe di Spotify –. Per la prima volta nel 2024, la playlist di Sanremo è diventata la più ascoltata al mondo”.

I dati economici confermano il fenomeno: secondo FIMI, i ricavi dall’export musicale hanno superato i 26 milioni di euro nel 2023, con una crescita del 20% rispetto al 2022. Anche le revenue dei diritti d’autore all’estero hanno segnato un record: la SIAE ha registrato un incasso di 31,6 milioni di euro, il più alto dal 2010.

“La musica italiana è un patrimonio che spazia dai classici di Vivaldi alle colonne sonore di Morricone, fino alla pop e alla dance – ha spiegato Enzo Mazza, presidente FIMI –. Lo streaming ha abbattuto le barriere, aprendo nuove opportunità per artisti e generi diversi”.

Il settore musicale, che nel 2023 ha raggiunto un valore economico di 4,3 miliardi di euro, rappresenta sempre più un elemento chiave del soft power italiano, capace di far emozionare e connettere persone in tutto il mondo.

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