
In occasione della settimana del compleanno di Mina, il libro “Mina” è di Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro ci permette di riscoprire uno dei suoi brani più iconici: “Se telefonando“. La canzone, scritta da Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara con la musica di Ennio Morricone, racconta il coraggio di dire addio a un amore appena nato, catturando le emozioni più intime del distacco.
Il testo descrive un incontro sospeso tra desiderio e timore: il protagonista vuole chiudere la storia senza ferire l’altro, con il telefono come unico possibile tramite. Versi come «Poi, nel buio, le tue mani / D’improvviso, sulle mie» rivelano delicatezza e tensione emotiva, mentre Mina interviene su piccoli dettagli, come il cambio di “mia” in “mie”, per evitare fraintendimenti troppo espliciti per l’epoca.
“Se telefonando” nasce durante il periodo di grande euforia televisiva e discografica degli anni Sessanta, diventando la sigla finale di “Aria condizionata” e parte dell’album “Studio Uno 66“. Morricone, già famoso per le colonne sonore di Sergio Leone, inserisce armonie e cambi di tonalità che permettono a Mina di esprimersi al massimo, creando un crescendo musicale inimitabile.
Il brano sfida le convenzioni con la sua struttura non canonica e la fusione tra voce e arrangiamento orchestrale, dove i cori cinematografici enfatizzano l’intensità emotiva. La performance di Mina resta una delle più memorabili della sua carriera, capace di rendere universale il tema dell’incomunicabilità e del desiderio di connessione.
Anche il carosello Barilla diretto da Piero Gherardi amplifica la potenza visiva del brano, con Mina ripresa dall’alto sul tetto della Stazione Centrale di Napoli, avvolta in una tunica nera che richiama i fili dei telefoni. L’atmosfera di malinconica distanza, unita alla delicatezza del testo, rende Se telefonando un piccolo capolavoro senza tempo, ancora oggi capace di emozionare chi ascolta.
