A marzo i cinema italiani accoglieranno It’s “Never Over: Jeff Buckley“, il documentario dedicato a uno degli artisti più amati e irrisolti della musica contemporanea.
Il film, diretto da Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt, sarà in sala per un evento speciale di tre giorni, il 16, 17 e 18 marzo.
Un’uscita breve ma intensa, pensata come un vero e proprio incontro collettivo con la figura di Jeff Buckley.

Presentato al Sundance Film Festival e successivamente mostrato anche a Roma, il documentario si basa su una straordinaria quantità di materiali d’archivio inediti.
Fotografie, registrazioni, video e messaggi personali contribuiscono a costruire un ritratto intimo e profondo dell’artista.
Un ruolo centrale lo ha Mary Guibert, madre di Buckley e custode della sua eredità artistica, che ha messo a disposizione materiali preziosissimi.

Accanto alle immagini, il racconto prende forma attraverso le testimonianze di chi ha condiviso con lui momenti di vita e di musica.
Tra gli intervistati compaiono le ex fidanzate Rebecca Moore e Joan Wasser, oggi conosciuta come Joan as Police Woman.
Ci sono poi i membri della band Michael Tighe e Matt Johnson, il produttore Andy Wallace e il tour manager Gene Bowen.
Non mancano i contributi di colleghi e amici come Ben Harper e Aimee Mann.

Amy Berg ha raccontato di pensare a questo film da moltissimi anni.
Già dal 2006, quando ha iniziato a fare cinema, l’idea di un progetto su Buckley non l’ha mai abbandonata.
O forse, come lei stessa ammette, tutto è iniziato nel 1994, la prima volta che ha ascoltato Grace.

L’incontro con Mary Guibert è stato decisivo, anche se inizialmente si pensava a un biopic.
La forza emotiva dei materiali d’archivio, come l’ultimo struggente messaggio vocale lasciato da Jeff, ha però indirizzato il progetto verso il documentario.
Solo nel 2019 la proposta ha trovato la sua forma definitiva, dopo un lungo e delicato percorso.

Il titolo It’s Never Over è tratto dal testo di Lover, You Should’ve Come Over, uno dei brani più iconici di Grace.
Una canzone recentemente riscoperta anche dalle nuove generazioni grazie a TikTok.
Un segno ulteriore di come Jeff Buckley continui a parlare al presente.
Perché, davvero, la sua storia non è mai finita.

Di admin

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